Bucci divide la riforma dello Statuto, il Pd rilancia con due referendum

di M.C.

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I dem attaccano la scelta del governatore di spacchettare il testo e annunciano una doppia consultazione popolare su assessori e sottosegretari

Bucci divide la riforma dello Statuto, il Pd rilancia con due referendum

Il Partito Democratico della Liguria reagisce con fermezza alla decisione del presidente Marco Bucci di suddividere in due emendamenti la riforma dello Statuto regionale. Secondo i consiglieri regionali Davide Natale ed Enrico Ioculano, la scelta del governatore sarebbe motivata dal timore di un referendum abrogativo, già annunciato dai dem, che ora raddoppia: “Faremo due quesiti referendari”, annunciano.

Modifica dell’iter – La nuova strategia prevede due percorsi distinti: da una parte l’introduzione dei sottosegretari, dall’altra l’adeguamento al possibile aumento del numero di assessori previsto da una futura legge nazionale, insieme all’eventuale innalzamento del numero massimo dei consiglieri regionali. La modifica azzera l’iter già avviato, che avrebbe potuto tornare in aula dopo la prima approvazione del 4 marzo.

Critiche al metodo – “Bucci fugge: per evitare il referendum ha cambiato idea sul suo stesso disegno di legge statutario, smentendo se stesso in modo clamoroso”, accusano Natale e Ioculano. “Divide la riforma nella convinzione di potere evitare la bocciatura da parte dei liguri”.

Motivazioni politiche – Per il Pd, la riforma non risponde a un’esigenza della Regione ma a logiche di equilibrio interno alla maggioranza. “La Liguria non ha bisogno di più poltrone, ma di investimenti nella sanità, nei servizi sociali, nella scuola, nell’ambiente e nella formazione”, affermano i due consiglieri.

Rapporti numerici – I dem contestano anche il disequilibrio tra numero di eletti e membri dell’esecutivo. “Con presidente, assessori e sottosegretari si arriverebbe a 14 figure con funzioni esecutive su 30 consiglieri. Per mantenere il rapporto di un quinto, servirebbero altri 15 consiglieri”, osservano.

Accusa di confusione – “Quella di Bucci non è strategia, è confusione. Una confusione pericolosa, perché riguarda le regole fondamentali della nostra Regione”, proseguono Natale e Ioculano. “Sembra più preoccupato di gestire gli equilibri interni alla sua maggioranza che di governare seriamente la Liguria”.

Appello ai cittadini – I consiglieri concludono annunciando la volontà di proseguire la battaglia anche fuori dall’aula. “Se non si arriverà a una soluzione in Consiglio, chiederemo ai cittadini di esprimersi. Questo pasticcio non può diventare lo Statuto della nostra Regione”.

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