Ex Ilva, i territori si compattano: il 26 febbraio tavolo con le Regioni Liguria e Piemonte, sindacati e Comuni
di Redazione
Mentre si aspettano novità si muovono gli enti locali: l'obiettivo è quello di fare sistema tra le realtà del nord ovest dove è insediata l'acciaieria

Nell'attesa che venga definitivamente sciolto il nodo dell'acquisto di Acciaierie d'Italia - che per il momento resta contesa tra gli azeri di Baku Steel, in vantaggio, e gli indiani di Jindal, con gli americani di Bedrock ormai sfilati - gli enti locali giocano d'anticipo. Regione Liguria infatti ospiterà un tavolo di confronto con Regione Piemonte, i sindacati e i Comuni dove è insediata l'acciaieria: oltre a Genova ci saranno anche le piemontesi Novi Ligure e Cuneo (per Racconigi). L'obiettivo è "fare sistema tra le realtà produttive e di trasformazione di Ilva del nord Italia" spiega il consigliere regionale della Lega Alessio Piana, delegato all'Industria.
Il ruolo dello Stato - "L'augurio - spiega Piana - è che si possa ripetere l'esperienza positiva che abbiamo vissuto con Piaggio". In questo senso il ruolo dello Stato italiano può essere strategico. Vista l'importanza dell'azienda le strade percorribili sono due: quella di possedere una quota statale, oppure un monitoraggio costante da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. "La produzione di acciaio deve rappresentare un obiettivo anche per la politica industriale nazionale - spiega ancora Piana -. Lavoreremo perché si mantenga una quota parte di indirizzo del governo".
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