Genova, Comunali, Paita (IV) a Telenord: "Noi con Silvia Salis, una riformista che unifica". Possibile una lista di alto profilo
di Carlotta Nicoletti - Matteo Cantile - Stefano Rissetto
La coordinatrice nazionale renziana ospite in studio con i dirigenti locali Arianna Viscogliosi e Giovanni Stagnaro
Ospiti di un TgnToday a Telenord, la coordinatrice nazionale di Italia Viva Raffaella Paita e i coordinatori locali Arianna Viscogliosi (Genova) e Giovanni Stagnaro (provincia Genova) analizzano le prospettive elettorali del centrosinistra rispondendo alle domande di Carlotta Nicoletti, del direttore Matteo Cantile e di Stefano Rissetto.
La candidatura - Raffaella Paita osserva: “Salis è una buona candidata, è una persona del mondo civico che però torna a Genova per dare un contributo. In realtà non ha mai lasciato Genova, ma torna per dare un contributo politico a questa città ed è una candidata che ha chiarito subito all'inizio che vuole costruire un centrosinistra dove il centro abbia un ruolo importante, che è poi quello che serve alla città. Perché questa è una città che ha fatto dei passi in avanti e non bisogna negarli, anche per orgoglio di questa comunità, ma è una città che è rimasta indietro da tanti punti di vista. Un esempio che è per me il più importante è il tema della sicurezza. Questa è una città che non è percepita come sicura e probabilmente non lo è. Per esempio nel centro storico ci sono dei problemi grandi, quindi ci vuole un'attenzione forte per occasioni di crescita culturale, ma anche per rafforzare senza tabù. Così come Salis ha già avuto modo di dire il concetto che la sicurezza è un valore per tutti e quindi bisogna lavorare per migliorare le cose”.
“Di Genova si è parlato troppo poco in questi anni e lo si è fatto spesso per questioni che sono state anche negative. Noi abbiamo bisogno di lavorare perché la città abbia il suo giusto posto nell'ambito delle relazioni tra le città più importanti del mondo e credo che una donna caparbia, giovane, capace e competente, libera e anche in grado di mettere in campo una coalizione plurale come quella che si sta definendo, saprà fare la differenza. Noi vogliamo essere protagonisti di questa nuova fase, con le nostre idee e con i nostri contenuti. Saremo dentro un progetto di centrosinistra, non come persone accolte ma come protagonisti, perché questa è la condizione di partenza definita immediatamente da Salis e raccolta da noi. E ci sono persone che saranno in grado di fare una corsa bellissima per cambiare Genova, per renderla migliore, per mettere a disposizione di questa città la classe dirigente più competente che ci possa essere”.
Civico e politico - “Non ho mai fatto una distinzione - prosegue la Paita - tra candidatura civica e politica, perché ci sono politici bravissimi e civici mediocri e non è questo il tema. Il tema è che nelle condizioni date dal candidato civico, così come nella proposta originaria che noi avevamo avanzato, che era quella dell'avvocato Cocchi, c'è una capacità espansiva di unire di più, di andare oltre i soliti steccati, di superare anche un po’ quelle incomprensioni e difficoltà che ci sono state per le regionali e che hanno portato a una sconfitta storica. Per quanto riguarda la sinistra, quindi, Salis ha avuto la capacità di impostare subito diversamente le cose: Genova è una città dove si vive bene, ma non tutta Genova vive bene e bisogna allargare le opportunità. È il contenuto più politico che ho sentito pronunciare da molto tempo, anche tra politici scafati e di e di lunghissima esperienza. Quindi largo a nuove energie e sicuramente massima libertà nell'impostazione. A Salis, che non ha bisogno di consigli da parte di nessuno, ma semmai di un sostegno concreto. Noi siamo il centro che finora era stato fuori e che ora vuole giocare una partita dentro il centrosinistra. Più libere saranno le idee di questo centro, più ampia sarà la capacità di Salis di esprimere la maggioranza dei genovesi e ovviamente l'auspicio che noi tutti abbiamo.
Riformismo - Raffaella Paita osserva: “Il riformismo è una grande operazione di verità nei confronti del Paese e anche delle città che si vogliono amministrare. È una straordinaria occasione per non trincerarsi dietro gli steccati di appartenenza e guardare invece alle istanze e i bisogni delle persone. Sembra una parola difficile, ma è una parola che in realtà racchiude dei concetti semplici, cioè l'idea che la modernizzazione e il progresso siano fatti che possono essere indirizzati positivamente se allargano quella sfera di opportunità che devono riguardare tutti i cittadini e che quindi creano anche un meccanismo di mobilità sociale per cui una persona che parte da una condizione sociale che non è ottimale può però, attraverso la formazione, attraverso lo studio, attraverso appunto la crescita delle opportunità, invece riuscire a dare un contributo fondamentale all'interno della società. Essere riformisti era difficile quando stavo dentro la sinistra. Sì, è difficile. Sì, bisogna fare delle battaglie. Sì, bisogna chiedere di non essere accettati, ma essere completamente integrati dentro una strategia politica. In una visione ideologica che in questo momento porta addirittura a spalleggiare la politica di Trump che si sta mettendo contro gli interessi del nostro Paese, non c'è riformismo. Se invece la società diventa una società conflittuale, come sta avvenendo in questo momento ai danni dell'Europa ai danni del nostro Paese, è difficile trovare, diciamo così, una lettura positiva. Io penso di non poter stare nel campo di gioco del centrodestra, anche e soprattutto per queste ragioni, perché voglio difendere gli interessi del mio Paese, perché penso che una città proiettata sulle relazioni al commercio, come è stata ed è Genova, con quella portualità così fondamentale, non possa rinchiudersi dentro gli steccati di un mondo che non vuole più dialogare e che crea solo muri e che provoca un danno innanzitutto agli imprenditori. Si vota per un candidato locale. È vero, si vota per un candidato di Genova, ma con un occhio nazionale, perché qui la maggioranza ha una maggioranza nazionale. Allora, se si vuole stare con Trump, i dazi si vota al centrodestra, chiunque sia il candidato. Se si vuole invece evitare che questa sia la sorte per il Paese e per anche una realtà produttiva importante come Genova, bisogna investire sul centrosinistra e a maggior ragione investire di più nei confronti di una candidata che ha una grandissima qualità, una grandissima competenza e che ha svolto ruoli nazionali. È una candidatura nuova, ma è una donna di grandissima esperienza, di grandissima competenza e io ho fiducia in lei”.
Temi - Arianna Viscogliosi affronta la concretezza tematica della campagna elettorale. “Quali sono i temi di Italia Viva della campagna elettorale? Di certo la sicurezza. C'è un evidente problema di sicurezza in città ci sono tanti vigili perché rispetto al 2017, quando si è insediata la giunta Bucci, c'erano circa 800 vigili. L'obiettivo era quello di arrivare a 1000, il 1000 è stato superato, però evidentemente i vigili non possono essere impegnati soltanto a dare le multe ai cittadini. Devono essere utilizzati nelle aree critiche, quindi nel centro storico, nel centro ovest, a Sampierdarena. Nel centro storico c'è proprio evidentemente un problema di sicurezza. È necessario dedicarci del personale in pianta stabile.
La coalizione così grande e così ampia sarà una risorsa solo se la candidata, come ha già espresso, ponga veramente il fatto che il centro riformista sarà determinante per la vittoria di queste elezioni. Lo poteva essere, come abbiamo detto prima sulle regionali, lo sarà sicuramente in queste comunali. Il sindaco di Genova, per statuto è anche sindaco della Città metropolitana. Questo è un elemento che va, va detto. Quindi la Salis, se vince, sarà la sindaca di tutto e i 67 comuni della città metropolitana”.
Raffronto con le regionali - Giovanni Stagnaro, coordinatore provinciale e sindaco di Casarza Ligure, si rifà alle regionali: “Forse io credo che dagli sbagli si impari, nel senso che comunque era chiaro lampante che la nostra presenza all'interno della coalizione di centro sinistra avrebbe dato quel quid proprio in quel territorio. Io parlo del Tigullio che lo conosco molto bene, che votano per la concretezza e quindi il riformismo è proprio quello. Io amministro da quasi dieci anni e capisco che la gente ha poco interesse alle diatribe politiche, ha interesse a risolvere i problemi e noi siamo proprio in questa coalizione per dare quell'idea di persone concrete che vogliono risolvere i problemi. E credo che questa volta si possa vincere proprio dando questa idea qua e prendendo questi voti. Perché anche a Genova ci sono tanti cittadini che vengono dal Tigullio e dall'entroterra e che sono venuti qui. Dobbiamo intercettare soprattutto quelli.
Salis renziana? - Infine Raffaella Paita sgombra il campo dalle insinuazioni di renzismo e lascia aperta la prospettiva di una lista di alto profilo: “Silvia Salis ha parlato alla Leopolda raccontandoci la sua bellissima esperienza sportiva di campionessa sportiva, ma non è un esponente di Italia viva e noi ce ne guardiamo bene da volerla etichettare. Silvia Salis è di Silvia Salis ed è così bello avere a che fare con una donna libera che non ha appartenenze, che vuole solo dare un contributo alla sua città che davvero non mi permetterei mai di in qualche modo condizionare con la nostra presenza in quanto, diciamo così, presenza che vuole catalogare Silvia Salis. È bellissimo avere a che fare, appunto con un esponente civico libero e che però, appunto, come si diceva prima, ha posto questa condizione di partenza che ha smontato anche tutto il racconto e la narrazione delle regionali. Perché il suo primo gesto è stato dire ‘Io ci sto e ci sono se però la coalizione è ampia, se non si esclude nessuno, se non si mettono veti’ dimostrando di avere capito anche meglio di altri che senza il centro e Italia Viva una vittoria in questo territorio non è possibile”.
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