Genova, depositi chimici, Bucci: "Devono restare in porto"

di Carlotta Nicoletti

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"Non si tratta solo di sviluppare un porto, ma di creare un sistema che possa rispondere alle sfide dei prossimi decenni"

Genova, depositi chimici, Bucci: "Devono restare in porto"

Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha delineato una visione chiara e ambiziosa per il futuro del porto di Genova, un'infrastruttura che punta a diventare il principale gateway dell'Europa meridionale. Durante l'assemblea pubblica di Spediporto a Genova, Bucci ha evidenziato l'importanza di un piano regolatore moderno e flessibile, capace di rispondere alle esigenze di un mondo in continua evoluzione, ma anche di riflettere l'ambizione di rendere il porto ligure un hub logistico internazionale.

Un piano regolatore dinamico per il futuro  - Una delle principali proposte di Bucci riguarda la riforma del piano regolatore portuale, che, secondo il governatore, non dovrebbe limitarsi a essere una "fotografia" della situazione attuale, ma deve essere uno strumento dinamico che possa rispondere alle necessità future degli operatori. "Il piano regolatore non deve rappresentare il presente, ma deve essere pensato per il futuro", ha sottolineato Bucci, facendo riferimento all'evoluzione del settore e alla necessità di un sistema flessibile, in grado di adattarsi a cambiamenti rapidi.  Il porto come punto di accesso internazionale  Bucci ha poi ribadito l'intento di trasformare il porto di Genova in un vero e proprio gateway per l'Europa, mirando a rafforzare la posizione della città come punto di accesso principale per i traffici marittimi provenienti dal sud del continente. "Gli investimenti infrastrutturali che stiamo realizzando, dalla nuova diga al tunnel subportuale, fino alla sopraelevata portuale, sono tutti pensati per dare al porto una dimensione internazionale", ha spiegato il presidente della Regione. L’obiettivo è che il porto diventi il fulcro del traffico marittimo, con ricadute economiche e occupazionali significative per tutto il territorio ligure.

Depositi chimici - Il governatore ha anche affrontato la questione della gestione dei depositi chimici all'interno del porto, affermando che tali attività devono rimanere integrate nel sistema portuale. "I depositi chimici fanno parte delle attività portuali e devono rimanere all'interno del porto. Dove metterli sarà un problema degli operatori, non certo una questione di definizioni del piano regolatore", ha spiegato Bucci, ponendo l’accento sulla necessità di una gestione moderna e flessibile delle infrastrutture.

Una sinergia tra città e porto  - Un altro aspetto importante sottolineato da Bucci riguarda il rafforzamento della sinergia tra la città di Genova e il suo porto. "Vogliamo che il rapporto tra città e porto diventi un esempio di cooperazione e integrazione. Il passato ci ha insegnato che non è costruttivo che il porto e la città si ignorino: bisogna lavorare insieme per costruire un futuro condiviso", ha affermato. Questo approccio mira a superare le divisioni storiche e a costruire una città portuale più coesa e competitiva.

Pensare in grande: il modello Amburgo - Infine, Bucci ha fatto riferimento all'esempio di grandi porti europei, come Amburgo, dove un sistema logistico efficiente e una visione a lungo termine hanno portato notevoli successi. "Stiamo cercando di sviluppare un modello simile per Genova, con investimenti mirati e una strategia orientata a costruire un futuro competitivo. Non si tratta solo di sviluppare un porto, ma di creare un sistema che possa rispondere alle sfide dei prossimi decenni", ha concluso.

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