Genova, "Nella pelle dell'altro": dermatologi a congresso
di Simone Galdi
Aperto il 26° congresso nazionale Sidep, per discutere delle novità in campo medico e farmacologico, ma anche di relazione con i nuovi pazienti
Si è aperto a Genova il 26° Congresso Nazionale Sidep, la Società Italiana di Psicodermatologia, dedicato ad approfondire il rapporto con l'altro, inteso come paziente. Un paziente che con il passare del tempo, con l'evolvere degli aspetti sociali, è diventato sempre più lontano dal professionista della medicina, che si è così trovato ad affrontare culture e aspetti differenti in confronto al passato.
L'evoluzione - "Vogliamo fare un salto di qualità - racconta ai nostri microfoni la professoressa Anna Graziella Burroni, presidente del Congresso - vogliamo andare incontro a questi nuovi pazienti e continuare a lavorare con i pazienti con i quali siamo sempre stati in contatto, cercando di essere sempre più vicini a loro, nello spirito di questa società che noi portiamo avanti. Ricordiamolo, è una società di psicodermatologia, quindi si occupa degli intricati rapporti mente corpo".
Il programma - "Durante i lavori del Congresso - prosegue Burroni - cominceremo imparare a capire chi è l'altro, cominceremo a lavorare sulle paure che si possono avere dell'altro, sulle caratteristiche che ha l'altro. Lavoreremo poi anche sulle novità che ci sono state in dermatologia, negli ultimi anni. Abbiamo a disposizione farmaci che hanno quasi del miracoloso, che riescono a risolvere patologie che fino a pochi anni fa era impensabile. Patologie come la dermatite atopica, patologie come l'alopecia areata totale o universale, patologie come la vitiligine. Avremo tanto lavoro da fare, tante novità e anche la possibilità di confrontarci fra specialisti diversi, dermatologi, allergologi, patologi, pediatri. E' un mondo che si incontra e che si racconta, e che cerca di lavorare per migliorare la condizione dei nostri pazienti".
Le fragilità - "La pelle è organo di relazione ed è il primo organo che si attiva nella relazione - spiega la dottoressa Mariella Fassino - Se pensiamo bene il bambino, il neonato impara a conoscere il mondo attraverso la pelle, attraverso le mucose, attraverso quelle che sono le cure parentali e la nutrizione, e quindi un rapporto ravvicinato molto stretto. E dunque la pelle, primo organo di relazione, quando si ammala, mostra delle fragilità superiori rispetto agli altri organi che sono celati alla vista proprio perché è organo che è coinvolto proprio nei processi di relazione primari".
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