Inchiesta Liguria: Signorini torna libero dopo quattro mesi e mezzo tra carcere e domiciliari
di Redazione
Il gip Matteo Buffoni accoglie l'istanza di revoca degli arresti ma infligge un anno di interdizione dagli uffici o dalla direzione di imprese

Paolo Emilio Signorini recupera la piena libertà personale, a quattro mesi e mezzo dal blitz del 7 maggio che lo aveva portato in carcere a Marassi, misura attenuata il 18 luglio con la conversione in arresti domiciliari. L'ex presidente del porto e ad di Iren era stato il solo indagato a finire in carcere, mentre erano stati avviati ai domiciliari gli altri indagati Giovanni Toti, Aldo Spinelli e Matteo Cozzani.
Nell'accogliere l'istanza di revoca dei domiciliari presentata dagli avvocati Enrico e Mario Scopesi, il gip Matteo Buffoni ha disposto a carico del manager l’interdizione dagli uffici o dalla direzione di imprese pubbliche o private per la durata di un anno.
Signorini ha patteggiato una pena a tre anni e cinque mesi più la confisca di quasi 104 mila euro. A suo carico le accuse di corruzione impropria (aver ottenuto utilità o denaro per comportamento o atti d'ufficio) “propria” in senso stretto, ovvero aver ricevuto denaro o altre utilità in cambio di atti contrari ai propri doveri.
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