Materie prime, la commissaria Roswall: "Meno dell’1% delle materie prime Ue proviene da riciclo"

di Simone Galdi

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Secondo i dati esposti durante la visita in Italia, l’Europa dipende ancora troppo dalle importazioni

Materie prime, la commissaria Roswall: "Meno dell’1% delle materie prime Ue proviene da riciclo"

L’Unione Europea fatica a ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime. Lo ha ribadito Jessika Roswall, commissaria europea per l’Ambiente, la resilienza idrica e l’economia circolare e competitiva, durante un’audizione alle Commissioni riunite Ambiente e Politiche Ue di Camera e Senato. “Meno dell’1% delle materie prime che utilizziamo proviene da riciclo”, ha affermato. L’Europa si è posta l’obiettivo di raddoppiare il tasso di utilizzo circolare della materia entro il 2030, ma i numeri attuali mostrano un ritardo significativo.

Dipendenza strategica – La commissaria ha sottolineato la vulnerabilità dell’economia europea. “Solo nel 2023 l’Ue ha importato materie prime critiche per un valore di circa 46 miliardi di euro. Dipendiamo al 100% dalla Cina per le terre rare, mentre il 78% del litio proviene dal Cile”. Questa dipendenza espone l’industria europea a rischi economici e geopolitici. La soluzione, secondo Roswall, risiede in un’accelerazione dell’economia circolare e nello sviluppo di una base autonoma di approvvigionamento.

Un mercato unico per il riciclo – L’Europa è leader mondiale nel riciclo dei rifiuti, ma il contributo dei materiali riciclati è ancora limitato. Ogni anno vengono processati 8,16 miliardi di tonnellate di materiali, ma solo 0,77 miliardi derivano dal riciclo. Per migliorare questi numeri è necessario creare un vero mercato unico delle materie prime seconde. Gli appalti pubblici e i requisiti di riutilizzo e riciclaggio potrebbero avere un ruolo determinante nel raggiungimento degli obiettivi.

Resilienza idrica – Un altro tema centrale dell’audizione è stata la gestione delle risorse idriche. Roswall ha ricordato che “meno del 40% delle acque superficiali europee raggiunge un buono stato ecologico e solo un quarto un buono stato chimico”. La situazione è aggravata dal cambiamento climatico e dai fenomeni meteorologici estremi, che in Italia nel 2024 sono stati 350, con un incremento del 500% nell’ultimo decennio. Per affrontare queste criticità, la Commissione Europea lancerà una strategia per la resilienza idrica prima dell’estate.

Bioeconomia e ambiente – Oltre alla resilienza idrica, l’Ue sta lavorando a una nuova strategia per la bioeconomia. Il settore rappresenta il 5% del Pil europeo e può contribuire alla conservazione degli ecosistemi. La strategia punterà sulla gestione sostenibile della biomassa, sull’efficienza e sull’integrità degli ecosistemi.

Dialogo con l’Italia – Durante la sua visita a Roma, la commissaria Roswall ha incontrato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Al centro del colloquio temi rilevanti per l’Italia: la qualità dell’aria, la gestione delle acque reflue, la biodiversità, la bioeconomia e la strategia europea sulla resilienza idrica. L’incontro ha ribadito l’importanza di un’azione coordinata tra Stati membri per affrontare le sfide ambientali e ridurre la dipendenza dalle importazioni di materie prime.

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