Sampdoria, appello e sfogo di Dossena: "Manfredi, questo non è un gioco di società"

di Maurizio Michieli

L'ex campione del mondo e bandiera blucerchiata: "Sta buttando nel cesso la storia del club, di cui è il legittimo proprietario, se ne assuma la responsabilità"

"Caro presidente Manfredi, mi dice chi glielo ha fatto fare? Mi tolga una curiosità: io non ho mai visto tanta impreparazione, tanta incapacità, tanta insufficienza come ho visto quest'anno nella gestione della Sampdoria. Lei è il presidente ed è il legittimo proprietario di questo club, mi faccia una cortesia: prenda la macchina e venga a Genova, stia qui 24 ore, verifichi, certifichi, parli. La colpa è sua presidente. Io sono sicuro che nel suo ruolo fuori dal calcio lei sia una persona preparata e capace. Gestisca questa società come gestisce il suo business. Lei sta buttando nel cesso la storia e la tradizione di questa maglia. Si faccia coraggio, venga qui. Prenda in mano la situazione. Poi può ascoltare saltimbanchi, clown, girovaghi, trapezisti. Faccia quello che vuole. Ma con i suoi occhi e le sue parole cominci a dare degli ordini. Perché non è possibile gestire una squadra di calcio come questa così. Lei ha delle responsabilità. Diventi lei stesso esecuzione di quello che è il suo progetto. Non ci vuole dire perché ha comprato la Sampdoria? Non ci interessa. A me non interessa. Ma questo non è un gioco, né un hobby, né un gioco di società. Questa è una società di calcio. Allora si prenda la responsabilità di venire qui e di vivere questa città e questa società 24 ore. Non può delegare".

Lo ha detto Beppe Dossena, ex campione del mondo e bandiera blucerchiata dell'epoca d'oro, al Derby del Lunedì, in onda su Telenord. Vi proponiamo un estratto del suo intervento, la trasmissione integrale è disponibile on demand nella sezione dedicata sul sito telenord.it.

 

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci anche su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.