Scontro sulla protezione del lupo, polemiche dopo l’emendamento che ne declassa lo status. Bruzzone: “L’Italia si adegui alla Direttiva Europea”

di Emilie Lara Mougenot

2 min, 51 sec

L’emendamento in discussione potrebbe aprire la strada a modifiche nella gestione dei lupi, ma Bruzzone smentisce legami con la caccia

Scontro sulla protezione del lupo, polemiche dopo l’emendamento che ne declassa lo status. Bruzzone: “L’Italia si adegui alla Direttiva Europea”

La discussione sul declassamento del lupo in Italia continua a suscitare dibattito politico e pubblico. Francesco Bruzzone, deputato della Lega, sostiene che l’Italia debba adeguarsi alla Direttiva Habitat dell’Unione Europea, che potrebbe portare a un inasprimento delle misure di gestione della specie a livello europeo e internazionale. Nonostante le polemiche, Bruzzone chiarisce che la proposta non ha nulla a che vedere con la caccia. A Genova, un gruppo di attivisti ha organizzato una protesta davanti alla sede della Regione Liguria.

Il contesto europeo – Bruzzone si riferisce alla proposta della Commissione Europea, che sta cercando di rivedere la Convenzione di Berna e la Direttiva Habitat, modificando le regole per il trattamento delle specie protette come il lupo. Se questa modifica dovesse passare, anche l’Italia sarà chiamata a rivedere le sue politiche di protezione. “L’Italia deve adeguarsi alla direttiva europea, e quando l’emendamento europeo passerà, il nostro paese dovrà seguire”, ha affermato Bruzzone, sottolineando come la gestione dei lupi sia una questione europea, non solo nazionale.

L’emendamento – Il provvedimento rientra in una più ampia revisione normativa sulla gestione della fauna selvatica e ha trovato il sostegno di esponenti della Lega, tra cui l’assessore regionale Alessandro Piana e il consigliere Armando Biasi. Secondo i promotori, la misura consentirebbe una gestione più flessibile della presenza del lupo sul territorio, rispondendo alle preoccupazioni di allevatori e agricoltori. Il dibattito sulla gestione del lupo non è limitato all’Italia. In diversi paesi europei, gruppi di pressione stanno chiedendo una revisione delle normative per consentire un controllo più rigido della popolazione lupina. Il tema divide opinione pubblica e istituzioni, con il mondo scientifico che continua a ribadire il ruolo chiave del lupo nell’ecosistema.

Le reazioni – Le associazioni animaliste contestano la scelta, definendola un passo indietro nella tutela della biodiversità. Secondo i critici, la riduzione dello status di protezione potrebbe essere il preludio a deroghe che consentano l’abbattimento dei lupi, considerati erroneamente una minaccia diretta per le attività agricole. Nel primo pomeriggio di martedì 1° aprile, alcuni militanti del movimento Centopercentoanimalisti hanno manifestato davanti alla sede della Regione Liguria. Travestiti come i personaggi della serie “Squid Game”, hanno esposto uno striscione con la scritta: “LEGA-TE I POLITICI GIÙ LE MANI DAI LUPI”. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno identificato i partecipanti.

La gestione della specie – Sebbene il declassamento del lupo sia visto da molti come un passo verso un’eventuale regolazione attraverso l’abbattimento, Bruzzone ha voluto precisare che “non c’è alcuna relazione con la caccia”. Secondo il deputato, la gestione dei lupi, qualora necessaria, non coinvolgerà i cacciatori, ma sarà affidata alle forze dell’ordine o a poliziotti specializzati, se e quando si renderà necessario.

La posizione di Bruzzone – “Io penso che i lupi comunque costituiscano un problema che dev’essere gestito”, ha dichiarato Bruzzone, evidenziando come il tentativo degli ambientalisti di collegare la politica di contenimento dei lupi alla caccia sia “fuorviante e sbagliato”. Bruzzone ha ribadito che la sua proposta non nasce da un interesse venatorio, ma dalla necessità di affrontare i problemi che i lupi potrebbero causare in alcune aree del paese.

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