A Stella scoperta una targa per Eugenio Pertini, fratello di Sandro: a Telenord parla la figlia Diomira

di Matteo Cantile

2 min, 24 sec

Toccante cerimonia nella casa natale dello storico presidente della Repubblica: la nipote ripercorre la drammatica storia della famiglia

Per chi ha poco tempo

1️⃣ Una targa ricorda Eugenio Pertini nella casa natale del fratello Sandro a Stella

2️⃣ La figlia Diomira racconta l'arresto e la deportazione nel 1944

3️⃣ Eugenio morì nella marcia della morte, Sandro Pertini si occupò di lei

La notizia nel dettaglio

Scoperta una targa in memoria di Eugenio Pertini nella casa natale del fratello Sandro a Stella, in provincia di Savona. Eugenio, antifascista, fu arrestato dai nazisti nel 1944 e deportato a Flossenbürg, dove venne ucciso durante la marcia della morte. La figlia Diomira Pertini ha raccontato la sua tragica storia a Telenord, ricordando l'ultima volta che lo vide prima dell'arresto.

L'arresto – Diomira Pertini ha vissuto da bambina il dramma della deportazione del padre. “Di papà ricordo quando lo arrestarono, io c'ero”, racconta. Rimasta orfana di madre a soli 10 mesi, era stata affidata alla nonna materna alla Spezia. A 10 anni il padre la volle con sé a Genova, ma dopo un mese, ricevuta la falsa notizia dell'uccisione del fratello Sandro a Regina Coeli, entrò nella Resistenza.

Il tradimento – Per proteggerla, Eugenio la affidò a una famiglia di Sant'Ilario. Dopo una settimana, Diomira andò a trovarlo. “Mi portò al ristorante, aveva appena ordinato il pranzo quando entrò un'amica terrorizzata: era stata arrestata e mandata da lui per attirarlo in trappola”. Un uomo armato bloccò Eugenio mentre tentava di fuggire e lo trascinò via.

La deportazione – Dopo l'arresto, Eugenio Pertini fu trasferito prima alla Casa dello Studente, centro di tortura nazista, poi nel carcere di Marassi, quindi a Bolzano. Da lì scrisse due lettere alla famiglia, esortandola a prendersi cura della figlia. Poi il silenzio.

La fine – Secondo le ricostruzioni raccolte da Sandro Pertini, Eugenio fu ucciso durante la marcia della morte. “Pare che sia caduto a terra stremato un paio di volte, per questo lo hanno finito con un colpo di pistola”, racconta Diomira. Il corpo, probabilmente, fu sepolto in una fossa comune. Nel 1968 Sandro visitò Flossenbürg, fece apporre una targa in sua memoria accanto al forno crematorio e raccolse fiori dalla fossa comune, inviandoli alla nipote con una lettera in ricordo del fratello scomparso.

Il ricordo – “Zio Sandro si sentiva responsabile di me, mi ha fatto da padre”, dice Diomira. Tornò nella casa di Stella da ragazza con i parenti, poi in occasione dell'inaugurazione di una biblioteca dedicata al padre. Ricorda con emozione quei momenti e apprezza il gesto commemorativo: “La targa per papà mi fa molto piacere per gli 80 anni dalla sua morte, sono grata a chi l'ha voluta”.

L'eredità – Diomira Pertini oggi porta avanti la memoria del padre e dello zio, trasmettendo alle nuove generazioni il valore della storia. “Oggi si conosce poco, ma ci impegniamo nelle scuole per raccontarla”, afferma.

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci anche su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.