Anche a Genova la scuola scende in piazza contro il Governo: "Decreto vergogna"
di Redazione
Usano la scuola come bancomat per pagare le cose in Italia. Vogliono fare una contrattazione per decreto senza consultare le parti sindacali
A Genova, così come in tutta Italia stop alle lezioni, docenti e personale scolastico in piazza a manifestare contro il decreto sul reclutamento dei docenti.
Nel capoluogo ligure il ritrovo è stato davanti alla prefettura in Largo Lanfranco, dove tutte le principali sigle sindacali, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams hanno aderito alla protesta.
A gran voce le sigle chiedono di stralciare dal decreto del Governo "tutte le disposizioni che invadano il campo della contrattazione; rivalutare nel nuovo contratto le retribuzioni di tutti i profili professionali; dare stabilità al lavoro e rafforzare gli organici invece di tagliarli; riconoscere la professionalità di chi lavora nella scuola come risorsa".
Giuseppe Carbone, del sindacato Gilda degli insegnanti, commenta: "Il decreto che stanno facendo è qualcosa di vergognoso per diverse cose. Usano la scuola come bancomat per pagare le cose in Italia. Vogliono fare una contrattazione per decreto senza consultare le parti sindacali. Una cosa così non si è mai vista. Non capiamo il motivo che ha scaturito questa decreto".
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