Arbitri di Serie A: un mestiere difficile tra guadagni e polemiche

di Paolo Zerbini

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Quella appena trascorsa è stata una settimana difficile per i 21 arbitri della massima categoria italiana

Arbitri di Serie A: un mestiere difficile tra guadagni e polemiche

Quella appena trascorsa è stata una settimana difficile per i 21 arbitri della Serie A italiana, travolti da un vero e proprio tsunami di polemiche. A essere coinvolti, anche i colleghi del Var, che hanno il compito di verificare quanto accade sul campo attraverso le immagini in tempo reale. Rigori o cartellini gialli non fischiati, o fischiati erroneamente, hanno portato a sanzioni come la sospensione degli arbitri dalle loro attività, con conseguenti perdite dei ricchi gettoni di presenza.

Gli arbitri italiani non sono professionisti come i calciatori, come ha sottolineato al Derby del Lunedì di Telenord Beppe Dossena, ex centrocampista: "Arbitrano, ma fanno anche un altro mestiere". Un arbitro di Serie A guadagna tra i 3.800 e i 4.000 euro lordi a partita, in base alla sua esperienza. Un guardalinee riceve circa 1.000 euro, mentre l’addetto al Var guadagna tra i 1.500 e i 1.700 euro. Il quarto uomo percepisce 500 euro per partita.

Tuttavia, l’arbitro riceve anche un compenso annuale per diritti d'immagine, che parte da 45.000 euro, sale a 62.000 euro e può arrivare a 80.000 euro per gli arbitri internazionali. Si tratta di cifre lorde.  Nel 2023, l’arbitro Chiffi di Padova ha guadagnato 86.600 euro di gettoni, oltre a un fisso di 80.000 euro. Chiffi, inoltre, è anche ingegnere gestionale. Aureliano di Bologna è avvocato, Abisso di Palermo è imprenditore e Maresca è vigile del fuoco. Solo Nicola Ayroldi di Molfetta, figlio e nipote di arbitri, si accontenta di guadagnare tra i 150.000 e i 170.000 euro.

“Sono pochi,” commenta sempre per il Derby del Lunedì di Telenord Gessi Adamoli, storico cronista sportivo. "Arbitrano persone che guadagnano dai 400.000 euro in su". In effetti, gli arbitri sono sotto il continuo scrutinio dei milioni di tifosi che li osservano attraverso le telecamere.  Le opinioni in merito sono contrastanti. In Serie B, gli arbitri guadagnano circa 1.700 euro a partita, mentre in Serie C, che è semiprofessionistica, il compenso scende a 150-200 euro a partita.

Arrivare in Serie A, quindi, richiede costanza, sacrificio e coraggio. Arbitraggio è un mestiere che richiede una grande preparazione.  Anche per la Champions League, che coinvolge i migliori arbitri d’Europa, i compensi salgono: si va dai 5.000 ai 6.000 euro a partita, con una diaria giornaliera di 200 euro per gli arbitri di classe Elite, che copre il periodo dal momento in cui lasciano casa fino al rientro. In ogni caso, tutte le spese di viaggio sono coperte.  In sintesi, un "Arbitro Cornuto!" me lo prenderei volentieri, ma ovviamente con il relativo gettone! E voi, che ne pensate?

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