Bilancio Amt, Piciocchi: "Società in salute". Ma l'opposizione attacca: "Non abbiamo ricevuto risposte"

di Riccardo Olivieri

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Per la decisione sulla proroga delle nuove tariffe bisognerà aspettare fine aprile, quando sarà passato un anno dall'attivazione contemporanea di tutti gli aggiornamenti

Bilancio Amt, Piciocchi: "Società in salute". Ma l'opposizione attacca: "Non abbiamo ricevuto risposte"

La montagna del consiglio comunale monotematico sul bilancio e la gestione di Amt ha partorito un topolino: per sapere se la sperimentazione delle nuove tariffe avviata lo scorso anno ha funzionato bisognerà attendere fine mese; stesso discorso per la proroga delle tariffe che è ancora in fase di valutazione. Il sindaco facente funzioni Pietro Piciocchi a margine del consiglio ha spiegato che "questa misura la prenderemo sotto data, almeno dopo i primi 20 giorni di aprile. Credo si possa intervenire con una proroga, anche perché il tema dei ricavi da traffico incide in maniera molto marginale". Se dall'1 gennaio erano entrate invigore le nuove politiche tariffarie legate alla gratuità della metropolitana e degli impianti verticali, la gratuità di tutti i mezzi pubblici per under 14 ed over 70 e le nuove tariffe per gli abbonamenti (scesi da 395 euro all'anno a 295 euro all'anno e validi in tutta la Città metropolitana), a fine aprile si era partiti con i nuovi prezzi dei biglietti a 2 euro con lo stop definitivo ai biglietti ad 1,50 euro, da qui la data individuata che coincide con quella prevista per la stesura del bilancio. "E non si tratta di uno spot elettorale come mi accusano, altrimenti lo avrei già prorogato oltre il 30 di aprile" ha sottolineato. La seduta si è conclusa col voto contrario della maggioranza sulla convocazione di una commissione ad hoc con cui l'opposizione chiedeva chiarimenti sulla solidità dei bilancio 2023 e 2024, oltre alla convocazione della presidente Ilaria Gavuglio e la valutazione di un cambio del management aziendale. Sul direttivo dell'azienda peraltro incombe l'inchiesta sulla fusione tra Amt e Atp, azienda della mobilità nel Tigullio (leggi qui).

Come proseguire - Piciocchi è convinto: "Voglio confermare la misura perché sulla base dei dati parziali sui ricavi (e le proiezioni sull'ultimo mese), sono convinto che si potrà confermare". Questi dati però non sono ancora stati chiariti. Non si andrà però verso una sperimentazione della gratuità a seconda della soglia Isee dei cittadini: "Ci ho pensato molto ma questa non è una misura di assistenza sociale, serve a favorire l'accesso al trasporto pubblico locale da parte di tutti, pensata molto a favore degli anziani e della loro socialità" ha dichiarato il facente funzioni.

Prezzi dei biglietti e fondi statali - Proprio per sostenere economicamente la proroga è stata avanzata l'ipotesi che i prezzi dei biglietti possano aumentare per far fronte a eventuali costi aggiuntivi. "Non possiamo pensare di salvare il bilancio di queste aziende con le politiche tariffarie, serve la contribuzione pubblica, in particolare quello dello Stato - ha chiarito Piciocchi -. La risposta alle difficoltà deve essere in una rivendicazione di maggiori contribuzioni". E in effetti dallo Stato arriveranno 20 milioni destinati a Città Metropolitana, di cui 16 confluiranno nelle casse di Amt.

C'è poi un'altra partita sui fondi pubblici, legata a 12 milioni che risultano come credito verso il Comune sul bilancio 2023: si tratta di fondi per la qualità dell'aria, con i quali il Ministero dell'Ambiente (attraverso Regione Liguria) avrebbe contribuito alle politiche di gratuità del Comune. Il Ministero non ha ancora corrisposto questi soldi ma Piciocchi in aula ha assicurato che "dopo molti colloqui col Ministero posso dire che verrà versato entro fine mese di aprile. Quando il Ministero corrisponderà le risorse al Comune verranno girate ad Amt. Se anche questo credito non fosse riconosciuto sarebbe un problema del Comune di Genova, non di Amt, ma il Comune ha tutte le garanzie che il credito venga pagato".

Tra i banchi dell'opposizione (ad eccezione di uniti per la Costituzione che non ha firmato la nota) su questo tema e molti altri filtra delusione per un consiglio da cui ci si attendevano più risposte. I consiglieri hanno parlato di stabilità finanziaria millantata "sulla base della “parola data” ed evitando di fornire risposte chiare su una situazione sempre più preoccupante".

"Il credito che AMT vanta nei confronti del Comune di Genova, legato a un finanziamento del Ministero dell’Ambiente mai erogato, solleva una domanda cruciale: questo credito esiste davvero? Ed è esigibile? Nel frattempo, il problema della la rivalutazione delle riscossioni delle sanzioni viene trattato con superficialità: nonostante la nuova delega attribuita al consigliere Falcone che aveva per oggetto proprio questa materia, non abbiamo alcuna risposta sul reale aumento delle riscossioni e fondo rischi legato all’operazione copre appena 12 milioni su 20, lasciando scoperti 8 milioni che potrebbero avere un impatto devastante sul bilancio", si legge nella nota. 

Trenitalia e situazione multe - Amt ha una vertenza aperta con Trenitalia relativa agli abbonamenti integrati (leggi qui). Inizialmente per questa vertenza si erano stanziati 14 milioni ma la partita si è chiusa a 9,6: l'azienda ha quindi iscritto a bilancio come valore positivo i circa 4,3 milioni di differenza. L'azienda inoltre ha disposto un fondo rischi di circa 14 milioni per la riscossione delle sanzioni a fronte di un credito che ammonterebbe a circa 22: "La previsione dell'azienda, ritenuta plausibile, è quella di riscuotere circa 7 milioni" ha spiegato Piciocchi. Non è stato però chiarito quanto sia stato riscosso fino ad oggi.

"L'azienda è affidata dalle banche (cioè considerata affidabile) - ha dichiarato in aula -. La certificazione della solidità aziendale arriva dalla società di revisione. Le banche affiderebbero l'azienda con 70 milioni di euro se l'azienda andasse all'aria?", ha chiesto.

Quattro assi - L'opposizione ha chiesto più volte risposte sul progetto dei 4 assi di forza. "Si tratta del più grande finanziamento pubblico mai visto per il trasporto genovese, ben 500 milioni di euro spesi sulla base di promesse che oggi si rivelano inconsistenti. Dove sono le corsie riservate, che avrebbero dovuto coprire il 70% della nuova mobilità? Non ci sono certezze, i tracciati non sono definiti e il progetto sembra sempre più un castello di carte. Nel frattempo, chi vive nelle zone collinari sarà il primo a pagare il prezzo di una pianificazione scellerata: invece di migliorare il servizio, il nuovo piano taglierà le linee, penalizzando proprio chi ha più bisogno del trasporto pubblico e trasformando ogni spostamento in un’odissea. A tutto questo si aggiunge l’inaccettabile esclusione del Ponente, lasciato fuori dal nuovo piano a causa dell’incompatibilità del progetto sulla mobilità con la sperimentazione sulla raccolta dei rifiuti, che crea l’ennesima frattura nella città. Un’esclusione ancora più assurda se si considera che l’autore di entrambi i progetti, irrimediabilmente inconciliabili, è lo stesso assessore, Matteo Campora, oggi comodamente trasferito in Regione, dopo aver lasciato dietro di sé solo caos e problemi irrisolti". Dalla maggioranza, tra relazioni e dichiarazioni di voto, è emersa la volontà di difendere il progetto e rivendicare alcuni successi come il processo di elettrificazione della flotta.

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