Brasile, nuovo pressing sui permessi alle trivelle in Amazzonia
di Sagal
Alexandre Silveira, ministro dell'Energia brasiliano: "Serve via libera prima della Cop30"

Il ministro delle Miniere e dell'Energia brasiliano, Alexandre Silveira, è tornato a fare pressione sull'Istituto brasiliano dell'ambiente e delle risorse naturali rinnovabili (Ibama, legato al ministero dell'Ambiente) affinché conceda a Petrobras le necessarie licenze ambientali per le trivellazioni alla foce del Rio delle Amazzoni, criticando l'ipotesi di un'autorizzazione solo dopo la Cop30 in programma a novembre nella città amazzonica di Belem.
Lo scontro - Secondo Silveira, il presidente dell'Ibama, Rodrigo Agostinho, ha ignorato le sue richieste di incontro per discutere la questione. "Ho già fatto richiesta, l'ho ripetuta, ma non ho ricevuto alcuna risposta", ha detto il ministro. "Credo che ci sia paura di avere il coraggio di dire al popolo brasiliano qual è la sua risposta. Voglio parlargli personalmente, ma credo che abbia timore di dire che non è disposto a rilasciare la licenza", ha aggiunto. Lo scontro tra Silveira (che ha il sostegno dell'ad di Petrobras, Magda Chambriard) e Ibama (sostenuta dalla ministra dell'Ambiente, Marina Silva) è iniziato nel 2023 e si è intensificato con l'avvicinarsi del vertice sul clima in Brasile.
L'appuntamento - La Conferenza delle Parti (COP) è il principale evento globale per negoziati e discussioni sui cambiamenti climatici. Si tiene ogni anno con una presidenza a rotazione tra le cinque regioni riconosciute dalle Nazioni Unite. Nel 2025, il Brasile ospiterà la COP30, che si svolgerà a Belém, Pará. La città offrirà una piattaforma unica per il dibattito sulle soluzioni climatiche, nel cuore dell’Amazzonia. In qualità di paese ospitante, il Brasile punta a rafforzare il multilateralismo e a favorire un consenso sugli obiettivi globali di riduzione delle emissioni di gas serra, responsabili del riscaldamento del pianeta.
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