Mininvasività della chirurgia dell'anca, Camera: "Il paziente lo mettiamo in piedi in giornata"
di Anna Li Vigni
Le dimensioni della protesi ed i tempi di ripresa sono notevolmente diminuiti
Quando si parla di mininvasività le persone pensano al taglio. In realtà il concetto è molto più ampio.
Infatti esistono protesi mininvasive per dimensioni.
Oggi si parla di fast track, il paziente lo si mette in piedi in giornata.
Per quanto riguarda l'intervento ad esempio non si tagliano più i muscoli e ci sono protesi di dimensioni molto piccole, circa 8 centimetri, dedicate anche a giovani pazienti che hanno grosse aspettative di vita.
"Ogni anno eseguo circa 700 interventi anche su pazienti molto giovani o addirittura ragazzi minori; l'età media dei pazienti è sotto i 60 anni", spiega il dott. Andrea Camera, chirurgo ortopedico.
La mininvasività dunque è data dalle tempistiche dell'intervento e dei tempi di ripresa. L'età media dei pazienti si è abbassata.
Ogni anno in italia si impiantano 65000 protesi che sono molto più piccole, circa un terzo per dimensioni, rispetto a quelle del passato.
Il paziente oggi dopo una settimana può camminare con le stampelle e dopo un mese può guidare.
Ci sono attività che si possono fare tranquillamente. Lo ski si può praticare ma con grande cautela.
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