Caso Toti, Fertonani ai dipendenti di Cds: "Estranei a pratiche non trasparenti, ci tuteleremo nelle sedi opportune"
di Redazione
L'amministratore unico di Casa della Salute: "Nostri ricavi privati per il 95% delle prestazioni, presentati cinque ricorsi per ottenere parità di condizioni nei bandi pubblici"

Una lunga e accorata lettera personale è stata recapitata in queste ore a oltre 1.100 tra dipendenti e medici del gruppo Cds Casa della Salute. A firmarla, l'amministratore unico Marco Fertonani, che ha scelto di rivolgersi in primis a loro piuttosto che di divulgare un comunicato stampa in merito alle circostanze che hanno, sia pure indirettamente, chiamato in causa l'azienda genovese nel filone dell'inchiesta relativo ai finanziamenti alla sanità privata da parte della Regione.
Fertonani ha voluto anzitutto rassicurare i dipendenti sull'attività presente e futura di Cds ma soprattutto ha tenuto a sottolineare la totale estraneità dell'azienda a logiche dalle quali, invece, è stata (dati alla mano) danneggiata. "Come sapete CDS opera in regime privato - scrive l'amministratore unico - e pertanto senza contributi pubblici, per oltre il 95% dei propri ricavi, fornendo oltre un milione di prestazioni annue a migliaia di pazienti con tempi di attesa contenuti e prezzi vicini al ticket pubblico".
Poi, la spiegazione sul perché Cds Casa della Salute ritiene "intollerabile" qualsivoglia tentativo di coinvolgimento nella vicenda: "In un sistema di mercato chiuso - sottolinea Fertonani - che vedeva l'assegnazione dei finanziamenti pubblici destinati alla sanità privata convenzionata unicamente in base a criteri di storicità (in sostanza chi ne ha sempre "beneficiato" ha continuato a farlo in termini "privilegiati", n.d.r.), Cds dal 2022 ha promosso tre ricorsi amministrativi al Tar Liguria e successivamente due ricorsi al Consiglio di Stato contro l'Amministrazione regionale per garantire parità di condizioni nei bandi di assegnazione del budget pubblico per le prestazioni sanitarie erogabili da soggetti privati accreditati".
"In aggiunta CDS - precisa Fertonani nella lettera ai dipendenti - ha presentato segnalazione all’AGCM (l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), che si è espressa valutando le scelte di Regione Liguria in contrasto con i principi nazionali e comunitari a tutela della libera concorrenza e del mercato nonché da quello di efficiente allocazione delle risorse pubbliche. Indirizzo confermato in seguito anche dalla Procura regionale presso la sezione giurisdizionale per la Liguria della Corte dei Conti. Solo in esito alla pronuncia dell’AGCM, la nostra azienda ha potuto partecipare nel 2024, a parità di condizioni, alla gara indetta per l’extrabudget, pur continuando ad essere esclusa sull’assegnazione del budget ordinario in relazione al quale è stata disposta un’ulteriore proroga sino al 31.12.2024 dei contratti già in essere con i soggetti storicamente contrattualizzati".
Fertonani, pur consapevole del fatto che non sussista "alcuna evidenza di illeciti a carico di Cds", ha inteso così confermare ai propri dipendenti che "gli straordinari risultati ottenuti in questi anni sono dovuti esclusivamente all’eccellente lavoro che abbiamo fatto operando in regime privato. È pertanto completamente impropria e ingiusta qualsiasi associazione tra la nostra azienda e pratiche non trasparenti che non solo abbiamo sempre rifiutato, ma anche combattuto nelle sedi opportune a caro prezzo".
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