Cina, boom di nuove centrali a carbone: mai così tante negli ultimi dieci anni
di Simone Galdi
Avviata la costruzione di quasi 100 gigawatt di nuova capacità a carbone nel 2024: a rischio gli obiettivi climatici

Nel 2024 la Cina ha avviato la costruzione di 94,5 gigawatt di nuove centrali a carbone, il dato più alto dal 2015. Un rapporto di due gruppi per l'energia pulita, il Centre for Research on Energy and Clean Air e il Global Energy Monitor, solleva preoccupazioni sugli effetti di questa crescita sulle ambizioni climatiche di Pechino. Lo studio evidenzia come il carbone continui a mantenere un ruolo dominante nel mix energetico del Paese, nonostante il forte sviluppo delle rinnovabili.
Obiettivi a rischio - L'espansione delle centrali a carbone potrebbe compromettere gli impegni della Cina nella lotta al cambiamento climatico. Nel 2020, il presidente Xi Jinping aveva annunciato due obiettivi chiave: raggiungere il picco delle emissioni di carbonio entro il 2030 e la neutralità carbonica entro il 2060. Tuttavia, il rapporto sottolinea che l'aumento della produzione elettrica da carbone negli ultimi mesi del 2024 ha ridotto l'utilizzo di energia solare ed eolica.
Dati globali - Secondo la banca dati globale delle centrali a carbone del Global Energy Monitor, la Cina ha rappresentato il 93% dell'avvio globale di nuovi progetti a carbone nel 2024. Inoltre, il rapporto evidenzia che la costruzione di nuovi impianti potrebbe proseguire nei prossimi due o tre anni, consolidando ulteriormente la dipendenza del Paese dai combustibili fossili.
Un trend in calo? - Nonostante il boom delle costruzioni, i progetti di nuove centrali a carbone proposte o ripristinate sono diminuiti a 68,9 gigawatt nel 2024, rispetto ai più di 100 gigawatt dei due anni precedenti. Questo potrebbe suggerire un rallentamento nelle nuove iniziative, ma resta da vedere se si tradurrà in una riduzione effettiva della dipendenza dalla produzione a carbone.
Il paradosso energetico - Il rapporto evidenzia un fenomeno contraddittorio: l'energia pulita non sta sostituendo il carbone, ma si sta semplicemente aggiungendo a un sistema che continua a fare affidamento sui combustibili fossili. "Invece di rimpiazzare il carbone, l'energia pulita si sovrappone a una dipendenza consolidata dai combustibili fossili", si legge nel documento. Questo scenario solleva interrogativi su come la Cina riuscirà a bilanciare crescita industriale e transizione energetica.
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