Coronavirus: violenze sessuali e furti tra reati più in calo
di Redazione
Rapporto del Viminale: a marzo decremento meno netto solo per i maltrattamenti familiari

Ci sono lo sfruttamento della prostituzione (-72,9%), le violenze sessuali (-72,5%) ed i furti (-72,2%) tra i reati in maggior calo a marzo, mese caratterizzato dalle chiusure per il Coronavirus. Lo evidenzia il report del Viminale sull'andamento della delittuosità che ha fatto registrare un calo complessivo dei reati del 66,6% rispetto ai dati di marzo 2019.
Calo meno netto per i maltrattamenti contro familiari o conviventi (-37,4%); le rapine alle farmacie (-28,2%), le rapine in genere (-59,9%), i delitti informatici (-49,9%) e quelli inerenti agli stupefacenti (-46,1%). I furti alle farmacie, invece, hanno fatto registrare valori pressoché stabili (82 nel 2020 e 81 nel 2019).
Tra le regioni che fanno registrare il maggiore decremento della delittuosità in generale a marzo 2020 rispetto all'analogo mese dell'anno precedente, ci sono Lombardia e Veneto, dove sono state dapprima adottate le misure limitative della libertà di circolazione.
Tuttavia, la Lombardia è la regione dove si registra il maggior numero di delitti commessi nel periodo 1 marzo-31 marzo 2020 (10.841 reati totali) sebbene rispetto all'analogo periodo del 2019 (39.908 reati totali) si segnali un decremento del 72,8%.
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