Da consumatori a produttori di elettricità, la rivoluzione in "rete"
di Simone Galdi
Nava (Eaton Italia): "Chi un tempo consumava solo energia oggi può produrla e mettersi in rete"
Ribaltare la prospettiva, pensare fuori dagli schemi e trovare nuovi modi per alimentare le attività di tutti i giorni. Questa la possibilità concessa dalla transizione energetica e dalle tecnologie green che diventano sempre più diffuse nella produzione decarbonizzata di elettricità. Diverse le vie proposte per arrivare all'obiettivo, diversi gli approcci e i modi di pensare. Di questo e di molto altro abbiamo potuto parlare con Alessio Nava, country sales leader Italy di Eaton, multinazionale statunitense con sede a Cleveland, Ohio. Il gruppo, presente in 170 paesi del mondo, offre prodotti e soluzioni per la gestione dell'energia e dell'automazione.
Le soluzioni proposte - "Le sfide sono tante - spiega Nava - da un lato c'è la crescita del bisogno del fabbisogno energetico e quindi l'incremento sostanziale delle reti di distribuzione dell'energia, che devono rimanere il più sostenibili possibile e tra l'altro anche le normative stanno andando in quella direzione. Per esempio nei quadri di media tensione dove dal prossimo anno sarà obbligatorio utilizzare soluzioni gas free, quindi liberi da fluoruro di zolfo che è un gas estremamente inquinante. Noi oggi lo stiamo presentando insieme a una serie di soluzioni che appunto accompagnano la transizione energetica questo presentiamo le nostre soluzioni per la ricarica dei veicoli elettrici e anche soluzioni per lo stoccaggio dell'energia quindi per garantire al ai clienti la possibilità di sfruttare al meglio e al massimo l'energia verde prodotta per esempio dai pannelli fotovoltaici".
I tempi mutano - "Siamo di fronte a un enorme cambiamento - prosegue il manager di Eaton Italia - che richiede del tempo per forza di cose ma prima lo si affronta e meglio è, perché dobbiamo essere preparati appunto a questa transizione e accompagnarla con quelle che sono i fabbisogni di ciascun individuo, ma anche delle aziende e delle imprese, per aiutare a rimanere sostenibili da un punto di vista operativo, gestionale e ovviamente anche energetico. Quello che noi ci aspettiamo che questa transizione prenda sempre più piede e anche l'evoluzione dei prodotti si accompagni parallelamente. Stiamo vedendo che si fa un po' fatica. Una questione anche di equilibri economici. Lo vediamo oggi con per esempio la crisi dell'automotive, legata appunto al fatto dell'obbligo del passaggio alle auto elettriche entro il 2035, ma bisogna prepararsi oggi. È un punto chiave che deve essere affrontato anche per il modello della gestione-energia che è totalmente cambiato.
La rivoluzione "in rete" - "Un tempo si parlava di consumatori energetici, oggi si parla di prosumer, quindi di enti o di entità che oggi non solo consumano energia, ma la producono e possono essere in grado di metterle in rete. Noi abbiamo coniato un po il modo di dire di "building grid" o più allargato "everything is a grid", perché tutte le installazioni possono oggi essere fonti di produzione energetica. Pensiamo alla nostra casa che ha un pannello fotovoltaico o pannelli fotovoltaici, che può avere uno storage, che può avere un'auto elettrica, che può essere in ricarica o potrà essere anche in futuro utilizzata per alimentare i carichi elettrici della nostra abitazione. Lo stesso vale per edifici commerciali piuttosto che uffici e in futuro anche installazioni molto più ampie" conclude Nava.
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