Genoa-Milan, alle 15 con stadio vuoto e quartiere blindato
di Redazione
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Tifosi fuori dal 'Ferraris' per protesta, Piatek squalificato e Higuain non convocato
Sarà una partita sicuramente particolare quella che andrà in scena al Ferraris tra Genoa e Milan. Dall'orario, anticipato alle ore 15, alla protesta dei tifosi sino agli intrecci di mercato non mancherà alcun elemento di disturbo per le due squadre che cercano di iniziare nel migliore dei modi il girone di ritorno. Sarà soprattutto la sfida della tensione e dei timori, quelli innescati proprio dalla decisione dell'Osservatorio di anticipare la gara prevista inizialmente per le 21.
Da anni ormai i segnali tra le due tifoserie raccontano di una tregua che regge, tanto che in entrambe le direzioni, Genova e Milano, le ultime trasferte non hanno creato alcun problema. La decisione di anticipare la sfida alle ore 15, in pieno giorno lavorativo, dopo le proteste di società e sindaco hanno spinto il tifo a una sorta di 'sciopero'. I supporter organizzati della Gradinata Nord, la parte più calda della tifoseria genoana, hanno deciso di protestare rimanendo fuori dal Ferraris annunciando la decisione con striscioni di carattere minaccioso nel giorni scorsi.
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Protesta alla quale si unisce quella verso il presidente Preziosi, che tra parentesi in molti tra i tifosi considerano 'colpevole' di aver praticamente già ceduto il bomber Piatek proprio al Milan in questa finestra di mercato, con una crescita esponenziale del suo valore da 4 a 40 milioni. Il polacco non sarà protagonista della gara perché squalificato e proprio martedì potrebbe firmare per la sua nuova squadra.
"Comprendiamo le ragioni della protesta sull'orario", ha detto il portiere del Genoa, Radu. Parole che ricalcano quelle di Prandelli pronunciate in conferenza stampa. "Sarà uno svantaggio non godere del solito clima a Marassi. Con tutto il pubblico, la sera, sarebbe stata un'altra cosa. Sono sicuro che chi entrerà, proverà a sostenerci in qualche maniera, noi speriamo di non deluderlo". Il tecnico aveva definito il cambio d'orario "una brutta sconfitta perché la città avrebbe meritato un orario diverso, perché le persone che lavorano vanno rispettate, perché chi ha pagato l'abbonamento come i nostri 18mila abbonati hanno altri impegni. E' una città che lavora, una città in difficoltà. E' una sconfitta per tutti".
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