Genova, caos alla Sala Chiamata per i vaccini
di Edoardo Cozza
Preso d'assalto l'hub. Sonia Pedri, coordinatore infermieristico del centro: "Vacciniamo i prenotati e chi ha l'obbligo. Poi spazio a chi vuole la prima dose"
Caos alla Sala Chiamata del Porto di Genova, uno degli hub vaccinali del capoluogo ligure: tra le nuove restrizioni previste dal governo e i timori per gli aumenti dei contagi. Il punto è stato preso d'assalto con lunghe code all'esterno: "Il flusso di persone è altissimo - spiega Sonia Pedri, coordinatore infermieristico dell'hub - e piano piano facciniamo tutti. Precedenza ai prenotati per qualunque dose e a chi ha l'obbligo, poi c'è spazio anche per chi vuole la prima dose e non ha prenotato".
I numeri indicano come l'afflusso sia maggiore: "Solitamente facciamo 1200 vaccini al giorno, oggi siamo già a 400 dopo poche ore. Non possiamo far entrare tutti assieme perché dobbiamo garantire il distanziamento di sucurezza - sottolinea ancora la dottoressa Pedri - e abbiamo anche da rispettare le tempistiche di preparazione del vaccino: da quando lo togliamo dal frigo ci sono tempi precisi di attesa e preparazione, altrimenti sarebbe inefficace".
All'esterno, però, qualche lamentela: c'è chi evidenzia come i non prenotati siano in un limbo di attesa e non sappiano se riusciranno a essere vaccinati o meno.
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