Green Pass, Toti: "Con tampone solo per lavorare e accedere a servizi essenziali"
di Marco Innocenti
"Liguria in zona gialla? Dipenderà da noi, dalla nostra serietà e da quanto ci vaccineremo"

Con il rialzo dei contagi, si torna a parlare dell'ipotesi di rendere più stringenti le norme che regolano l'accesso a molti servizi attraverso il Green Pass. Anche perché i dati potrebbero trascinare qualche regione, compresa la Liguria, verso la zona gialla, con tutte le limitazioni che questo passaggio comporterebbe per la vita quotidiana di tutti i cittadini. "Non è un'eventualità che si può escludere - commenta il governatore della Liguria Giovanni Toti in un'intervista al Corriere della Sera - Dipenderà da noi, dalla nostra serietà, da quanto ci vaccineremo e da come ci comporteremo. Fortunatamente comunque la pressione sugli ospedali ancora non è preoccupante".
Per questo, l'ipotesi di un utilizzo più stringente del Green Pass, escludendo ad esempio l'opzione tampone per accedere ad alcuni servizi non essenziali, viene valutata attentamente. "Ci dicevano che il Green pass c'è solo in Italia - prosegue Toti - che le nostre erano rigidità inutili. Beh, ora possiamo dirlo: meno male che abbiamo avuto il coraggio anche di fare forzature. In Germania, in Austria, Olanda adesso ci vengono dietro, pagando un prezzo molto più alto del nostro. Un po' di sano orgoglio nazionale ci sta".
"Probabilmente bisognerà andare oltre e intervenire su durata e utilizzazione del Green pass. Si può ad esempio condizionarlo - ipotizza il presidente della Liguria - con un regime a 'due velocità': il certificato verde vale per tutti gli usi ad oggi concessi solo se ottenuto con la doppia dose di vaccino, non con il tampone. Se i dati peggioreranno, è una strada da percorrere. Chi si è vaccinato, proteggendo sé stesso e la sua famiglia, ha diritto di vivere una vita normale. Chi non si è vaccinato, con il tampone potrà solo accedere ad attività essenziali alla sopravvivenza: potrà lavorare, fare acquisti indispensabili come alimentari e farmaceutici ma non potrà frequentare luoghi dove mette a rischio la propria salute e anche quella altrui. Oggi il bene supremo è tutelare salute e benessere di tutti. Non si può, per la paura, l'egoismo e la posizione contestataria di alcuni, richiudere il Paese".
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