Legambiente fa il bilancio di "Clean Cities": troppe città ancora in ritardo

di Edoardo Cozza

Si conclude la campagna itinerante dell'associazione, che certifica come i 15 capoluoghi sotto esame abbiano ancora tanto da lavorare in vista del 2030

Le maggiori città italiane sono lontane dagli obiettivi su mobilità e sicurezza fissati al 2030: lo certifica il bilancio finale di "Clean Cities", la campagna itinerante di Legambiente che ha toccato 15 capoluoghi di provincia per saggiarne i principali indicatori urbani relativi a ciclabilità, mobilità elettrica, sicurezza e inquinamento atmosferico.

Il quadro che ne viene fuori non è dei migliori: poche le città che hanno raggiunto la sufficienza su ciclabilità, zone 20 e 30, sharing mobility e tpl elettrificato: sono Firenze, Bologna e Milano. Insufficiente Genova, così come Padova e Torino. Nel capoluogo ligure, ad esempio, è stato realizzato solo il 16% delle ciclabili programmate entro il 2030. Napoli ha la stessa percentuale, peggio fanno solo Ancona e Catania. Torino, per esempio, ha raggiunto quasi l'80% dell'obiettivo, mentre Firenze, Padova e Milano sono già oltre la metà. 

Sull'inquindamento da Pm10 la soglia di sicurezza dei 20 microgrammi per metro cubo è stata abbondamente superata di quasi 15 unità a Torino, Padova e Milano, mentre Genova oscilla tra i 23 e i 28, come Roma, Napoli, Bari e Palermo. Le migliori sono Firenze e Perugia, che rasentano il limite dei 20 microgrammi. 

Per quanto riguarda lo sharing mobility, già attivo con più mezzi tra Milano, Torino, Roma, criticità sono state registrate in diverse località. 

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