Locatelli (Cts) a Genova: "Terza dose di vaccino a giovani? È tutto fuorché scontata”
di Alessandro Bacci
"La campagna vaccinale del nostro Paese è stata chiaramente un successo, non è un caso che la curva in Italia sia la migliore di tutta Europa"
"La campagna vaccinale del nostro Paese, lo scandisco, è stata chiaramente un successo. Abbiamo più dell'80% della popolazione vaccinabile che ha ricevuto almeno una dose". Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli a margine della settima edizione del 'Meet in Italy for Life Sciences' organizzata a Genova. "Non è un caso che la curva epidemica del covid in Italia sia la migliore di tutti i Paesi europei", ha aggiunto.
"Le vaccinazioni anti covid e influenza vanno almeno proposte assieme, poi da un punto di vista logistico-organizzativo è una questione che va maggiormente gestita a livello di dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie territoriali" - ha proseguito Locatelli - "Sono due vaccinazioni largamente raccomandate nelle popolazioni esposte a maggior rischio di sviluppare patologia grave - ha detto - quindi mi riferisco agli anziani e a coloro che si connotano per condizioni di fragilità. È chiaro che i dispositivi di protezione individuale ci hanno protetto rispetto al rischio di contagio da virus di influenza, tuttavia l'anno scorso abbiamo avuto anche un 50% di dosi antinfluenzali in più rispetto all'anno precedente ed è più che ragionevole pensare che abbiano contribuito a prevenire lo sviluppo di quadri di patologia influenzale".
"Già l'anno scorso c'è stato un incremento significativo nel numero di vaccinazioni antinfluenzali che sono state somministrate nel paese: va continuata questa strada anche integrandola con una terza vaccinazione che è la vaccinazione anti pneumococco per i soggetti oltre sessant'anni perché le polmoniti da pneumococco possono avere dei tassi di fatalità tutt'altro che trascurabile", ha aggiunto.
"Dico con estrema chiarezza che per quello che riguarda i soggetti sani e giovani è tutto fuorché scontato che si debba andare verso una terza dose". Afferma Franco Locatelli. "E' stato detto chiaramente anche dall'Agenzia europea del farmaco" e "dallo stesso Oms, non dimenticandoci che abbiamo una situazione mondiale globale per cui è importante riuscire a dare copertura per quei Paesi a basso e medio reddito dove la campagna vaccinale è imparagonabilmente più bassa in termini di coloro che hanno ricevuto l'immunizzazione" rispetto al nostro Paese.
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