Naufragio dell'Andrea Doria, il racconto a Telenord di una sopravvissuta
di Federico Amodeo
"Qualcuno aveva visto una nave venirci addosso, nella nebbia fitta. Poi il terribile impatto"
Era il 25 luglio di 66 anni fa quando l'Andrea Doria, translatlantico italiano da 700 cabine costruito nei cantieri navali Ansaldo di Fincantieri a Sestri Ponente, fu speronato alle 23, le 4.30 in Italia, dal piroscafo svedese Stockholm al largo della costa di New York. A bordo c'erano 1706 persone tra passeggeri ed equipaggio: 51 le vittime, di cui 42 colte nel sonno. Gli altri furono salvate nell'arco di 12 ore, con la nave pericolosamente inclinata su un fianco, nel più grande salvataggio i mare del XX secolo.
Un anno fa la scalinata di Boccadasse fu intitolata al capitano Piero Calamai, ieri una dei pochi sopravvissuti, l'italo americana Pierette Simpson, che vive a Detroit e che all'epoca aveva nove anni e mezzo, ha voluto rendere omaggio al capitano, scomparso nel 1972.
Pierette intende mantenere viva la memoria dell'Andrea Doria, cosa che ha fatto con il libro “L'ultima notte dell'Andrea Doria” e producendo il docu-film “Andrea Doria: Are The Passengers Saved?“, lultima frase che si dice il capitano abbia pronunciato prima di morire.
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