Papa Francesco, condizioni stazionarie. Cardinal Bagnasco: "Nessun motivo per parlare di dimissioni"
di Stefano Rissetto
Mentre le condizioni del Pontefice restano stabili nella loro gravità, parla l'arcivescovo emerito di Genova

Mentre le condizioni di papa Francesco, ricoverato dal 14 febbraio al Gemelli per problemi alle vie respiratorie, restano stazionarie nella loro gravità, il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova, interviene sulla salute del Pontefice e sul tema delle dimissioni: "Secondo i bollettini medici, le condizioni di salute del Papa - dice a Rtl 102.5 - sono in lieve miglioramento. Continuiamo a pregare affinché migliori sempre di più, fino alla completa guarigione e al ritorno al suo ministero".
A tutt'oggi, il cardinal Bagnasco resta senza successori nell'elenco di arcivescovi di Genova dotati del rango cardinalizio. Il suo erede padre Marco Tasca, infatti, subentratogli per nomina di Bergoglio nel 2020, non è stato insignito della porpora e quindi non parteciperebbe a un eventuale conclave, che verrebbe indetto nel caso di un inopinato precipitare degli eventi o di dimissioni del Pontefice argentino. Non accadeva da oltre un secolo, dalla breve esperienza di Francesco Sidoli, nominato nel marzo 1924 e deceduto nel dicembre dello stesso anno prima di ricevere la porpora, dignità riservata ai successori Carlo Dalmazio Minoretti, Pietro Boetto, Giuseppe Siri (in carica dal 1946 al 1987), Giovanni Canestri, Dionigi Tettamanzi, Tarcisio Bertone e appunto Bagnasco, una sequenza interrotta con padre Tasca. Ma anche l'arcidiocesi di Milano, la più grande del mondo, e il patriarcato di Venezia hanno oggi pastori privi del rango di cardinale.
Sul tema delle dimissioni, il cardinal Bagnasco osserva: "Questo io non lo so, ma mi pare - sostiene l'arcivescovo emerito, 82 anni e quindi, secondo la Ingravescentem Aetatem emessa da Paolo VI nel 1970, escluso dall'elettorato attivo in un eventuale conclave - che non ci sia alcun motivo per parlare di dimissioni o per ipotizzarle. Se il mondo si è fermato per pregare, è una cosa grandissima: una catena di preghiera che si è innalzata al Signore proprio per il Santo Padre Francesco in questo momento così delicato".
Il quadro clinico - "Critiche, ma stazionarie". Sono queste - secondo il comunicato del Policlinico Gemelli nella serata di martedì 25 febbraio - le condizioni di papa Francesco. "I parametri emodinamici continuano ad essere stabili . si legge nella nota . e non ci sono state altre crisi respiratorie. In serata Francesco ha effettuato una tac di controllo programmata per il monitoraggio radiologico della polmonite bilaterale", il cui risultato non è stato ancora diffuso. "La prognosi rimane riservata". Secondo quanto riferito dal Gemelli, "in mattinata" il Pontefice, "dopo aver ricevuto l’Eucarestia, ha ripreso l'attività lavorativa".
Bergoglio era stato ricoverato il 14 febbraio per l'aggravarsi di una bronchite - poi trasformatasi in una polmonite bilaterale. Nella serata di lunedì, al termine di una giornata piena di ansia, il bollettino del Gemelli aveva parlato di "condizioni cliniche" che, "nella loro criticità, dimostrano un lieve miglioramento. In considerazione della complessità del quadro clinico, in via prudenziale, i medici non sciolgono ancora la prognosi".
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