Ponte Morandi, si prepara la ricostruzione ma mancano due via libera
di Fabio Canessa
2 min, 28 sec
Il vento rallenta la demolizione. Prorogati i termini per le imprese danneggiate

È ancora il vento a dettare i tempi della demolizione di ponte Morandi. Vento che ritarda il taglio e soprattutto la calata della trave numero 5. Troppo pericoloso con raffiche di tramontana previste fino a 100 km orari, e operazioni che slittano direttamente a martedì, meteo permettendo. Intanto prendono forma le maxigru arrivate via mare dall’Olanda per lo smontaggio delle pile sul moncone ovest. Si inizierà dalla numero 5, ma non prima della prossima settimana. I prossimi giorni serviranno a montare le strutture a traliccio in cantiere. In tutto 2.500 tonnellate di materiale da assembleare.
Per la ricostruzione si attendono ancora due via libera, uno quello del ministero dell’ambiente previsto per il 26 marzo, l’altro è quello del consiglio superiore dei lavori pubblici atteso a metà settimana, probabilmente mercoledì. Nel frattempo sono iniziate le opere preliminari. Le attività prevedono la deviazione di uno dei canali artificiali, la roggia “senza nome”, l’allestimento delle aree di cantiere e dei suoi ingressi, la costruzione delle rampe di accesso e delle piste di viabilità del cantiere e l’installazione degli impianti di trattamento dei fanghi bentonitici per il prossimo avvio delle operazioni relative alla posa dei pali di fondazione. Continuano inoltre i lavori di bonifica bellica e di risoluzione delle interferenze.
Nel frattempo, proseguono anche le attività negli stabilimenti di Sestri Ponente, di Castellamare di Stabia e di Valeggio sul Mincio per la produzione delle lamiere e delle travi di acciaio che saranno utilizzate per realizzare la sovrastruttura dell’opera. “Siamo pronti a svolgere al meglio il nostro lavoro per restituire un’infrastruttura sicura, sobria, e funzionale - afferma Alberto Maestrini, presidente di PerGenova - e ribadiamo la volontà di mettere a disposizione di Genova e del Paese tutto il know how delle due società affinché i lavori di costruzione possano prendere il via secondo quanto previsto, non appena ci verranno consegnate le aree. Confermiamo inoltre il nostro impegno ad attenerci non solo ai più alti e avanzati standard di qualità, gestione ed efficienza, ma anche al rispetto di un cronoprogramma di costruzione con tempi estremamente compressi, mai adottati in passato su infrastrutture simili”.
Emerge pure qualche indiscrezione sul cronoprogramma. Le prime pile del progetto firmato Renzo Piano dovrebbero prendere forma in estate, a luglio, su entrambi i versanti allo stesso tempo. Ad agosto il primo impalcato, quello tra le pile 5 e 6. Ovviamente i ritardi nella demolizione potrebbero cambiare tutte le carte in tavola. In particolare si attende una decisione sulle pile sopra via Fillak e il Campasso. Se venissero giù senza esplosivi ci vorrebbe molto più tempo di quello previsto.
Una buona notizia riguarda le imprese. Prorogati dal commissario all’emergenza i termini per chiedere i risarcimenti in base all’articolo 4. Superata la scadenza del 28 marzo, ci sarà tempo fino al 16 aprile, data a partire dalla quale si potrà fare domanda per le agevolazioni previste dalla zona franca urbana. Risolto anche un cavillo sul testo del decreto che rischiava di escludere per un solo giorno le aziende che praticano la fatturazione differita.
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