Ponte Morandi, Castellucci parlerà in aula il 26 marzo: il processo entra in una nuova fase

di Emilie Lara Mougenot

2 min, 14 sec

I giudici scelgono di passare all’esame degli imputati, evitando nuovi confronti tra periti. Entro fine mese chiusa la fase istruttoria

Ponte Morandi, Castellucci parlerà in aula il 26 marzo: il processo entra in una nuova fase

Il processo per il crollo del ponte Morandi entra in una nuova fase. Il collegio giudicante ha deciso di non ascoltare nuovamente i periti e di passare direttamente alle dichiarazioni spontanee degli imputati. Tra loro, l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, che parlerà il 26 marzo. La fase istruttoria si concluderà entro fine mese, dopodiché il procedimento sarà sospeso per permettere alle parti di studiare i nuovi documenti prima della requisitoria prevista per l’estate. 

Decisione dei giudici – La corte, presieduta da Paolo Lepri insieme ai magistrati Baldini e Polidori, ha ritenuto superfluo un nuovo confronto tecnico tra i periti del tribunale e i consulenti delle difese. Secondo i giudici, quanto emerso finora nel dibattimento è sufficiente per delineare il quadro delle cause del crollo del viadotto e valutare le eventuali omissioni nei controlli. Una scelta che punta a evitare ulteriori ritardi in un procedimento già complesso, che vede coinvolti 58 imputati e numerose parti civili. I familiari delle vittime avevano espresso preoccupazione per un possibile ulteriore allungamento dei tempi, ora scongiurato.

Dichiarazioni spontanee –  Le dichiarazioni inizieranno il 18 marzo con gli interventi di Paolo Agnese, Luca Frazzica e Matteo De Santis e prosseguiranno sui giorni dopo. L'attesa più grande riguarda le dichiarazioni di Giovanni Castellucci, l'ex AD di Autostrade per l’Italia parlerà in aula il 26 marzo. Il giorno prima, martedì 25 marza, sarà sentino di nuovo in aula Donferri Mitelli, è prevista una giunta di un'ora.

Il ruolo di Castellucci – Tra gli interventi più attesi c’è quello di Giovanni Castellucci, alla guida di Autostrade per l’Italia all’epoca del crollo. L’ex amministratore delegato potrebbe offrire una propria ricostruzione dei fatti e chiarire il ruolo della società nella gestione della sicurezza del viadotto. Castellucci parlerà prima del 1° aprile, data in cui la Corte di Cassazione deciderà sul suo destino giudiziario in un’altra vicenda che lo riguarda: quella del disastro di Acqualonga, in cui perse la vita 40 persone. In quel procedimento, la condanna in appello è stata di sei anni di carcere per omesso controllo sulla sicurezza delle infrastrutture. Se la sentenza sarà confermata, Castellucci dovrà scontare la pena in carcere.

Le prossime fasi – Dopo le dichiarazioni degli imputati, l’ultima settimana di marzo sarà dedicata alla produzione di documenti e memorie conclusive. Il dibattimento, iniziato nel luglio 2021, potrebbe vedere la requisitoria dei pm già prima dell’estate come già richiesto dal collegio. La sentenza è attesa per la primavera del 2026, a otto anni dalla tragedia.

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