Qualità dell'aria, migliorano i dati sull'Italia ma restano criticità per polveri sottili e ozono
di Simone Galdi
I dati del 2024 confermano il miglioramento della qualità dell'aria, ma la situazione resta problematica per l'ozono e le polveri sottili PM10

Il 2024 segna un nuovo passo avanti nel miglioramento della qualità dell'aria in Italia, con dati che confermano la riduzione del particolato fine PM2,5 e del biossido di azoto (NO2). Tuttavia, permangono criticità legate al superamento dei limiti giornalieri per il PM10 e alle elevate concentrazioni di ozono nei mesi estivi.
PM2,5 e NO2 - Secondo l'ultimo rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA), i livelli di PM2,5 si mantengono sotto il limite di 25 microgrammi per metro cubo, rispettando per la prima volta i parametri previsti da quando sono iniziati i monitoraggi nel 2007. Anche il biossido di azoto registra una diminuzione costante: il 98% delle stazioni di monitoraggio ha rilevato valori entro la soglia consentita di 40 microgrammi per metro cubo. Tuttavia, permangono sforamenti in alcune aree urbane a elevato traffico come Milano, Torino, Genova, Roma, Napoli, Palermo e Catania.
PM10 - Nonostante un miglioramento complessivo, il particolato PM10 continua a superare il valore limite giornaliero (50 microgrammi per metro cubo, da non superare più di 35 volte l'anno) in 96 stazioni, pari al 17% del totale. Le aree più critiche restano il bacino padano, Napoli e la pianura campana, la Valle del Sacco (FR), la Piana Lucchese, Terni, Colleferro (RM), la pianura Venafrana (IS), Palermo e Catania. Tuttavia, si registra una riduzione media del 20% rispetto al decennio 2014-2023.
Ozono - La situazione più problematica riguarda l'ozono troposferico: solo il 16% delle stazioni di monitoraggio ha rispettato l'obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana. In 149 stazioni (pari al 43%) si sono verificati superamenti per oltre 25 giorni. Questo inquinante è particolarmente critico nei mesi estivi, quando l'alta radiazione solare favorisce la sua formazione.
Direttiva UE - Sebbene la tendenza al miglioramento sia chiara, la nuova Direttiva europea sulla qualità dell'aria, che entrerà in vigore nel 2030, prevede limiti ancora più stringenti. Anche nelle aree che oggi rispettano i parametri, saranno necessarie misure aggiuntive per ridurre ulteriormente le emissioni e migliorare la qualità dell'aria nel medio-lungo termine.
Prospettive - Il miglioramento registrato negli ultimi anni conferma l'efficacia delle politiche ambientali adottate, ma resta la necessità di ulteriori interventi per affrontare le criticità residue. La sfida principale sarà garantire un'aria più pulita nel rispetto dei nuovi standard europei, con azioni mirate alla riduzione delle emissioni inquinanti e al contenimento dei fenomeni più problematici come il superamento dei limiti per PM10 e ozono.
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