Rinnovabili, la forza del vento: le sfide dell’eolico al Key di Rimini
di Simone Galdi
Secondo Davide Astiaso Garcia di Anev, l’associazione di settore, è possibile sposare la tutela del paesaggio agli obiettivi di decarbonizzazione
Al Key di Rimini non poteva mancare con una presenza massiccia il settore dell’energia eolica, in un’ottica di decarbonizzazione delle attività umane e di sostenibilità delle stesse sul lungo periodo. La forza del vento come motore di imprese e privati, secondo la visione portata avanti da Anev, l’Associazione Nazionale Energia del Vento.
I numeri e le conoscenze - In rappresentanza dell’Associazione, il segretario generale Davide Astiaso Garcia ha raccontato ai nostri microfoni il punto di vista di chi già sfrutta il vento per dare una spinta al Paese: “Da più di 20 anni operiamo per favorire lo sviluppo dell'energia eolica in Italia, fonte di energia preziosa e pulita che abbiamo disponibile nel nostro Paese, per traguardare gli obiettivi di transizione energetica e di decarbonizzazione della nostra società e che il governo italiano si è preposto negli anni. Anev include circa 120, più di 120 aziende che lavorano nel settore dell'eolico in Italia e all'estero, dalle grandi imprese alle piccole e medie imprese, sviluppatori, produttori di tecnologia, studi di ingegneria, quindi un panel di associati molto variegato e la forza dell'associazione è proprio quella di mettere a sinergia il know-how, lo sviluppo, l'esperienza di ogni singola azienda per interloquire poi con i decisori politici, con le istituzioni affinché si possa sviluppare un piano di azione a livello regolatorio, ma non solo, che permetta di produrre energia pulita nel nostro Paese da fonte eolica, creando nuovi posti di lavoro, facendo crescere l'economia italiana e al contempo aumentando l'indipendenza energetica e la decarbonizzazione”.
Gli ostacoli e le opportunità - “Le sfide sono state tante - puntualizza il segretario generale - la sfida principale riguarda un pochino quello che è l'utilizzo del potenziale disponibile in Italia nel rispetto poi di quello che sono i vincoli ambientali, paesaggistici, storici e archeologici che nel nostro Paese sono presenti più che mai, l'energia eolica, quindi una fonte rinnovabile possa svilupparsi in modo integrato e armonico con il territorio. Per fare questo è importante lavorare nei singoli progetti, verificando di volta in volta le opportunità, le potenzialità che ci sono, a volte le criticità e quindi andare a individuare le aree in cui gli impianti eolici possono essere realizzati con una valutazione di impatto ambientale positiva, quindi con tutto un processo di autorizzazione che comporta il riconoscimento poi e nulla osta alla realizzazione dell'impianto e al contempo a livello associativo far sì che tutta questa fase preliminare fondamentale che in Italia dura diversi anni, anche molto di più dei paesi, in media dei paesi europei, possa realizzarsi in un contesto regolatorio chiaro per gli imprenditori basato su fondamenti scientifici e parametri chiari che vadano a individuare le possibilità di installazione e le tipologie di ricadute sul territorio”.
Tre obiettivi da raggiungere - “Il futuro è molto sfidante - prosegue Astiaso Garcia - perché abbiamo tre grandi traguardi da realizzare. Uno è la decarbonizzazione perché la crisi climatica ormai è un dato di fatto, è anche la sua origine antropica, i vari studi scientifici senza che mi dilungo a parlarne, sono evidenti sotto gli occhi di tutti. Il secondo è l'indipendenza energetica, perché chiaramente abbiamo visto purtroppo negli ultimi anni con l'aggressione della Russia in Ucraina, poi tutto quello che è successo in Medio Oriente, abbiamo visto come dietro ai conflitti spesso ci sono anche interessi nell'ambito dell'energia e il prezzo dell'energia varia significativamente e sempre più l'Europa e l'Italia hanno bisogno di prodursi nel proprio territorio con le proprie fondi indipendentemente da un discorso di sostenibilità ambientale, di prodursi in loco l'energia di cui abbiamo bisogno. Per fare questo in Italia abbiamo disponibile il sole e il vento, quindi la linea di decarbonizzazione e di indipendenza energetica vanno di pari passo. Il terzo è il costo dell'energia, perché chiaramente poi l'energia ha un costo che va a ricadere sui cittadini, sulle bollette delle imprese e delle singole famiglie e quindi anche qui bisogna produrre energia utilizzando le tecnologie più mature e che abbassino i costi, chiaramente senza tralasciare poi la ricerca nelle tecnologie che hanno bisogno ancora di un maggiore sviluppo e che ad oggi non hanno quella maturità tecnologica che gli permette di abbassare i costi” conclude Astiaso Garcia.
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