Safeteasy, la rivoluzione di 01green per l'idrogeno allo stato solido
di Simone Galdi
La startup guidata da Ivano Corsini presenta il progetto per lo stoccaggio dell'idrogeno, con la supervisione del professor Andrea Gatto
Ospiti di "Green Energy & Circular Economy" a Telenord, in un'intervista di Simone Galdi, l'amministratore delegato di 01green, Ivano Corsini e il responsabile scientifico, professor Andrea Gatto, hanno illustrato il sistema Safeteasy, che punta a rivoluzionare il sistema di stoccaggio e trasporto dell'idrogeno.
Safeteasy – Il sistema brevettato Safeteasy mira a risolvere alcune delle sfide principali legate allo stoccaggio e al trasporto dell’idrogeno, tra cui la necessità di temperature e pressioni elevate nei metodi convenzionali. La tecnologia proposta consente invece di mantenere l’idrogeno in condizioni di temperatura e pressione ambiente, rendendo il trasporto su lunghe distanze, via mare o su rotaia, più pratico ed economico.
L'innovazione – Il progetto nasce dalla collaborazione tra Corsini, fondatore della startup, e Gatto, professore di Tecnologia Meccanica all’Università di Modena e Reggio Emilia. Basato su tecnologie di stampa 3D per metalli, Safeteasy rappresenta un significativo passo avanti nella logistica dell’idrogeno.
Le origini - "La genesi del progetto è molto particolare, - spiega Corsini - un centro di ricerca del Québec ci chiese di valutare il rallentamento della produzione di idrogeno nelle protesi biorisolvibili. Le protesi in magnesio generano idrogeno, che forma delle bolle sottocutanee. Iniziando a valutare il controllo della produzione di idrogeno da queste protesi, abbiamo iniziato a vedere che il meccanismo di stoccaggio dell'idrogeno del magnesio era ugualmente influenzato da un fenomeno, quello opposto a quello della produzione. Abbiamo iniziato a ragionare in termini di stoccaggio, perché alcuni metalli si legano con l'idrogeno, formando idruri. Fra questi il magnesio è quello che meglio si lega, però ha un problema di rilascio, perché ha bisogno di energia e di cinetiche. Abbiamo così pensato di prendere questo magnesio e "doparlo", per poter consentire un rilascio programmato di idrogeno. Questa è la genesi del progetto, ed è lo stesso meccanismo di produzione nel corpo umano".
Le applicazioni - "L'automotive nell'accezione più larga - prosegue Corsini - non solo mobilità autonoma, ma anche mezzi di soccorso o per movimento terra, eventualmente camion truck. C'è tutto un discorso relativo allo stoccaggio statico, la possibilità di stoccare energia laddove eventualmente portare energia diventa un costo. In questo modo si potrebbero alimentare colonnine per le celle combustibile. Si può pensare a dei container che vengono stoccati in aree dove particolarmente costoso portare continuamente energia. Un'altra cosa che stiamo valutando è l'interesse fortissimo da parte del mondo aerospace difesa. Dai generatori alle turbine, la cosa più importante da dire è che l'idrogeno può essere utilizzato non solo in celle a combustibile, ma può essere processato anche in forma endotermica, quindi all'interno di un motore, con le opportune modifiche del motore endotermico".
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