Sampdoria, clamoroso dietrofront di Barnaba: "Non ci sono le condizioni per andare avanti, ci dispiace"
di Edoardo Cozza
Il rappresentante del fondo Merlyn, dopo la flebile apertura pomeridiana, spiega in un comunicato che non procederà ulteriormente al tentativo di acquisizione del club

Clamoroso passo indietro di Alessandro Barnaba, il co-ceo del fondo Merlyn, che dopo le dichiarazioni del pomeriggio che ventilivano la possibilità che ci fossero ancora volontà di studiare il dossier Sampdoria, ha rilascia un comunicato nel quale ferma definitivamente le trattative in corso.
«Con grande dispiacere devo constatare che non vi è stato da parte dell’attuale proprietà l’interesse a trovare una soluzione che avrebbe permesso a Merlyn di effettuare il salvataggio e il successivo rilancio della Sampdoria. In mancanza delle condizioni da noi reputate necessarie, su cui abbiamo lavorato duramente in queste settimane, prime su tutte l’abbattimento del capitale sociale per perdite e il piano di ristrutturazione del debito, dobbiamo constatare che non ci sono i presupposti per poter sottoscrivere noi l’aumento di capitale che la società necessita e siamo quindi costretti a rinunciare a quella che sarebbe stata un nuova sfida difficile ma di grande fascino e importanza. Il nostro progetto avrebbe conferito alla Sampdoria le risorse finanziarie necessarie per riemergere dalla situazione di evidente difficoltà finanziaria nella quale si trova e continuare a competere in Serie A, garantendole un futuro economicamente sostenibile e avrebbe avviato, grazie alle sinergie con il Lille – LOSC, squadra della massima divisione francese e Campione di Francia nella stagione 21/22 posseduta al 99.9% da Merlyn Partners SCSp, un rilancio anche sotto il profilo sportivo».
Resta da capire se si tratta di una mossa tattica per cercare di riaprire una partita che oggi sembra essere chiusa o se sia un definitivo passo indietro.
Fonti del Cda fanno sapere che le garanzie bancarie ricevute negli ultimi tempi dalla società non hanno permesso di procedere all'abbattimento del capitale, come avrebbe voluto Barnaba per proseguire nella trattativa, e permettono di andare avanti con l'ordinaria gestione della società soddisfacendo le incombenze erariali, spalmate grazie al decreto del governo.
Diventano ancora più dirimenti i prossimi appuntamenti con l’assemblea dei soci, la cui prossima convocazione è il 10 gennaio, perché si attendono le mosse di Ferrero, ancora in cerca di una soluzione per riprendere il controllo effettivo della società
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