Stop al gas russo, l'Europa guarda agli USA con l’ascesa dello shale gas
di Sagal
Focus sul mercato americano, ma pesano dubbi su costi ambientali e sostenibilità

Dal 1° gennaio, l’Unione Europea ha interrotto il flusso di gas russo attraverso l’Ucraina. Questo cambiamento, conseguenza della mancata proroga dell’accordo di transito tra Russia e Ucraina, sta alimentando il rialzo dei prezzi del metano, con impatti significativi su industria e consumatori. La rotta Urengoy-Pomary-Uzhgorod, che veicolava circa 15 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno, era cruciale per Slovacchia, Repubblica Ceca e Austria.
Alternative – In un contesto di crisi, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato la possibilità di sostituire il gas russo con il gas naturale liquefatto (GNL) dagli Stati Uniti: “Riceviamo ancora molto GNL dalla Russia, perché non sostituirlo con quello americano, che è più economico e riduce i nostri costi energetici?”. L’Italia, tramite recenti dichiarazioni governative, ha annunciato un impegno ad aumentare le importazioni dagli USA e da fornitori tradizionali come Algeria e Libia.
Produzione USA – Gli Stati Uniti hanno raggiunto una posizione di primo piano nella produzione di shale gas, grazie a una crescita repentina che li ha trasformati da importatori a esportatori. Il processo di estrazione, noto come fracking, consiste nella fratturazione idraulica di rocce scistose tramite milioni di litri d’acqua e sostanze chimiche. Tuttavia, questa tecnica suscita preoccupazioni ambientali.
Impatto ambientale – L’estrazione di shale gas comporta rischi significativi per l’ambiente e la salute:
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Contaminazione delle acque sotterranee – Le acque reflue generate dal fracking contengono sostanze chimiche tossiche che possono infiltrarsi nelle risorse idriche. Questo fenomeno minaccia l’approvvigionamento idrico per milioni di persone.
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Inquinamento atmosferico – L’estrazione emette metano e composti organici volatili, peggiorando la qualità dell’aria e aumentando i rischi per la salute, come problemi respiratori acuti.
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Cambiamento climatico – Il metano, con un potenziale di riscaldamento globale superiore a quello dell’anidride carbonica, viene rilasciato durante l’estrazione e il trasporto.
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Uso del territorio – I siti di trivellazione possono distruggere ecosistemi, habitat naturali e terreni agricoli, specie nelle aree rurali.
Riflessioni europee – La scelta dell’UE di affidarsi al GNL americano deve tenere conto del suo elevato impatto ambientale. Studi recenti indicano che il GNL degli USA ha un’impronta carbonica tripla rispetto al carbone, accentuando le preoccupazioni sul clima. Inoltre, un report del Dipartimento dell’Energia statunitense evidenzia come l’aumento dell’export di GNL potrebbe provocare un rialzo dei prezzi interni negli Stati Uniti e aggravare le emissioni globali.
Sfide future – Mentre l’Europa cerca di ridurre la dipendenza energetica dalla Russia, emergono interrogativi sulla sostenibilità ambientale e sociale delle nuove fonti di approvvigionamento. La transizione energetica richiede un equilibrio tra sicurezza, costi e responsabilità ambientale, una sfida cruciale per il futuro del continente.
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