Tamponi per tir diretti in Germania, Uggé: "Basta lettere, ora bisogna agire"
di Marco Innocenti
Il presidente di Conftrasporto torna sui tamponi per gli autotrasportatori diretti in Germania: "Un altro ostacolo alla libera circolazione"

“Chi siete? Cosa portate? … Un fiorino”. Da oggi, a Vipiteno, i camionisti italiani diretti in Germania dovranno pagarsi il tampone anticovid, se vorranno proseguire il viaggio. “Non ci resta che piangere”, commenta infuriato il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè.
“Bene che il ministro dei trasporti scriva lettere e chieda il rispetto del principio della libertà di circolazione delle merci, ma, anche di fronte a quest’ennesima beffa imposta all’Italia da un altro Paese comunitario, scrivere non basta più - prosegue Uggè - ‘A brigante brigante e mezzo’, ebbe a dire il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Insomma, a questi Paesi rispondiamo applicando quantomeno il principio di reciprocità. Per l'economia nazionale e per i trasportatori, ogni ritardo, ogni rallentamento, significano perdita di competitività e maggiori costi”.
“L'Italia deve immediatamente dislocare Unità mobili di controllo sanitario e di sicurezza all'entrata del nostro Paese per coloro che provengono dalla Germania e dall’Austria attraverso il Tirolo - è l’appello di Uggè - Da anni l’Austria ci impone il contingentamento dei mezzi pesanti, danneggiando pesantemente le nostre imprese e l’intera economia italiana. L’asse del Brennero garantisce l’integrazione dell’Italia con il mercato unico europeo. È il principale valico alpino per volumi di merci in transito (oltre 40 milioni di tonnellate nel 2018), ed è percorso da 4,5 milioni di Tir all’anno che non hanno come origine né destinazione l’Austria. Chiudendo le porte alla libera circolazione, per ogni ora di ritardo nell’attraversamento del valico, la nostra economia paga già più di 370 milioni di euro su base annua. L’obbligo del tampone aggiunge un altro ostacolo alla libera circolazione delle merci, un danno ingentissimo al nostro sistema economico, già duramente provato. Un danno al quale, da oggi, si aggiunge la beffa dei 40 euro che gli autotrasportatori dovranno sborsare per effettuare il test a Vipiteno”.
“Basta con le lettere, ora si passi a fatti concreti”, conclude Uggè, esortando il Governo a intervenire presso l’Unione europea.
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