Unione Europea, arriva il Clean Industrial Deal: investimenti fino a 100 miliardi per ridurre le emissioni

di Sagal

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Gli obiettivi della Commissione sono il contenimento dei costi energetici, promozione della circolarità e incentivi alle produzioni a basso impatto

Unione Europea, arriva il Clean Industrial Deal: investimenti fino a 100 miliardi per ridurre le emissioni

La Commissione Europea ha presentato il Clean Industrial Deal, un pacchetto di misure per favorire la decarbonizzazione dell’industria europea. Tra le priorità: riduzione dei costi energetici, incentivi per la circolarità e un sistema di etichettatura per valorizzare le produzioni a minore impatto ambientale. Previsti fino a 100 miliardi di euro di investimenti.

Energia e settori hard to abate - Il pacchetto punta innanzitutto a ridurre i costi dell’energia, con un focus sui settori industriali più difficili da decarbonizzare. L’obiettivo è garantire una fornitura stabile e conveniente di energia pulita. Contestualmente, si lavorerà per far riconoscere dal mercato il valore aggiunto delle produzioni industriali europee a basso impatto ambientale.

Piano energetico - Parallelamente al Clean Industrial Deal, la Commissione ha varato l’Affordable Energy Action Plan. Tra le misure previste, un progetto pilota per sostenere i contratti di acquisto di energia a lungo termine (PPA), con un fondo di 500 milioni di euro garantito dalla Banca europea degli investimenti. Inoltre, si punta a velocizzare le autorizzazioni per le rinnovabili e a stabilire un quadro regolatorio più chiaro per l’idrogeno verde. Sarà introdotto anche un intervento sul mercato del gas per ridurre la speculazione e la volatilità dei prezzi.

Investimenti e incentivi - La Commissione punta a mobilitare fino a 100 miliardi di euro per incentivare le produzioni industriali sostenibili. Uno dei pilastri del piano è un sistema di etichettatura che certifichi l’intensità carbonica delle produzioni industriali, partendo dall’acciaio e dal cemento. Questo sistema consentirà ai produttori di accedere a incentivi comunitari e statali. Inoltre, si lavorerà a una revisione delle norme sugli appalti pubblici, introducendo criteri di sostenibilità e preferenza per le produzioni europee nei settori strategici.

Circolarità e materie prime critiche - Un altro obiettivo centrale del Clean Industrial Deal è l’incremento del tasso di utilizzo circolare della materia, che dovrà raggiungere il 24% entro il 2030 rispetto all’attuale 11,8%. Secondo le previsioni, il mercato europeo della rigenerazione potrebbe passare dagli attuali 31 miliardi di euro a 100 miliardi entro il 2030, generando fino a 500.000 nuovi posti di lavoro.

Normative e strategia europea - Nel 2026, la Commissione prevede di introdurre il Circular Economy Act, volto a facilitare la libera circolazione di materie prime seconde e rifiuti. Saranno riviste le regole sui rifiuti elettronici per favorire il recupero delle materie prime critiche. Inoltre, verrà istituito un centro europeo per le materie prime strategiche, con lo scopo di coordinare gli acquisti e ottenere prezzi più competitivi per le aziende europee.

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