Unione Europea, infrazione contro l'Italia sulla riforma del mercato elettrico
di s.g.
Attivata la procedura per non aver recepito in tempo la normativa, insieme ad altri 25 Paesi

Bruxelles ha avviato una procedura di infrazione contro l'Italia e altre 25 capitali Ue per non aver recepito integralmente nel diritto interno la direttiva di riforma del mercato elettrico dell'Ue, adottata nel pieno della crisi dei prezzi dell'energia. Lo rende noto la Commissione europea ricordando che i governi avevano tempo fino al 17 gennaio per notificare il recepimento, fatta eccezione per le disposizioni sulla libera scelta del fornitore e sulla condivisione dell'energia, per le quali hanno tempo fino a luglio 2026.
La procedura - Ad oggi solo la Danimarca ha notificato entro il termine. Le altre capitali, Roma compresa, che hanno ricevuto la lettera di costituzione in mora, hanno ora tempo due mesi per rispondere, completare il recepimento e notificare le misure alla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione può decidere di emettere un parere motivato e dunque portare avanti l'iter di infrazione.
Le rinnovabili - A settembre la Commissione aveva inviato lettere di costituzione in mora a 26 Stati membri per non aver recepito integralmente la direttiva sugli impianti a energia rinnovabile, avviando quindi l'iter di infrazione. Non reputando soddisfacenti le risposte pervenute, Bruxelles aveva deciso di emettere pareri motivati nei confronti dell'Italia e di altri sette Paesi (Bulgaria, Spagna, Francia, Cipro, Paesi Bassi, Slovacchia e Svezia) per la mancata notifica delle misure di recepimento.
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