Vaccino Pfizer, Galli: "Si può posticipare la seconda dose ma non nei più fragili"
di Marco Innocenti
L'infettivologo del "Sacco" di Milano: "Da queste categorie ci si aspetta una risposta immunitaria meno valida quindi ritengo sia meglio non farlo"

L'obiettivo, più o meno dichiarato, sarebbe quello di somministrare più prime dosi, in maniera da fornire una prima copertura vaccinale ad una fetta più larga possibile della popolazione, posticipando l'inoculazione della seconda dose. E' quanto si sta pensando di fare, anche in Italia, con il vaccino mRNA a due dosi Pfizer, sulla scia di quanto si sta già facendo in Gran Bretagna e Israele. "Sui tempi di somministrazione della seconda dose di Pfizer ci si sta adeguando a quello che è stato già fatto in altri Paesi - ha detto a Sky Tg24 il primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli - Sperimentare in un modo e somministrare in un altro significa fare razionamenti da tempi di guerra, ma i dati di Israele e Gran Bretagna ci dicono che si può fare, con dei risultati decisamente buoni. Con qualche paletto, però: non me la sentirei di fare questa operazione ad esempio per i più fragili, persone da cui ci si aspetta una risposta immunitaria meno valida".
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