Ventimiglia, chiude il bar di 'Mama Africa' che ristorava i migranti: "Covid e Green Pass colpo di grazia"
di Edoardo Cozza
Il locale era un'icona dell'emergenza umanitaria. Delia Bonuomo, la proprietaria, spiega: "Stop per motivi di salute, ma le ultime contingenze hanno pesato"

Chiude dopo circa vent'anni a Ventimiglia, il bar Hobbit diventato un'icona dell'emergenza umanitaria degli ultimi anni grazie alla sua proprietaria, Delia
Bonuomo, soprannominata 'Mama Africa', che ha dato assistenza, ristoro e ospitalità a centinaia di migranti, soprattutto donne e bambini di passaggio alla frontiera con la Francia.
"Sono stata costretta a chiudere per motivi di salute - racconta Delia - ma il colpo di grazia lo hanno dato il Covid e il Green pass. Come posso dire a una donna, magari incinta, dopo un viaggio atroce o dopo aver subito delle violenze, che non può sedersi al tavolo? Quasi tutti i migranti che attraversano la frontiera non sono vaccinati e non sanno neppure cosa sia il green pass".
Dal 2015 in avanti, Delia ha sempre rappresentato un punto di riferimento per i tanti stranieri cui offriva un cappuccino ma soprattutto un posto a sedere e qualche vestito di ricambio, grazie anche alla solidarietà di molte associazioni che opera nel campo del sociale. "Spero di tornare operativa a marzo, se la salute me lo consentirà, ma dovrò trovare un locale più piccolo".
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