Verona, l'Interporto "Quadrante Europa" primeggia in Italia per sviluppo
di Edoardo Cozza
In Europa solo Brema fa meglio (e di poco). Il presidente Gasparato: "Siamo praticamente pari con un modello riconosciuto da tutti"

Il Quadrante Europa sfiora il primo posto nelle classifiche europee. Per un solo punto, l’Interporto tedesco di Brema (362 punti su 400) è il primo classificato contro i 361 punti di Quadrante Europa, con Verona che mantiene comunque la sua leadership tra tutti gli interporti italiani. La Deutsche GVZ Gesellschaft (DGG) è il promotore della classifica europea degli interporti redatta con cadenza quinquennale. Lo scopo della classifica è quella di dimostrare lo sviluppo e il costante cambiamento del panorama logistico negli ultimi 5 anni. Inoltre, è un’occasione per scoprire quali suggerimenti si debbano concretizzare per un ulteriore sviluppo.
Il Presidente dell’Interporto Quadrante Europa di Verona, Matteo Gasparato, esprime la sua gratitudine per il lavoro svolto in questi anni dal personale del Consorzio Zai: “Dopo essere stato per 10 anni al primo posto nelle due precedenti classifiche tra gli interporti europei, l’interporto di Verona si è confermato al pari di quello di Brema leader fra le infrastrutture logistiche intermodali europee, un modello a cui guardano con attenzione anche gli altri Paesi.
Ritengo che tale risultato sia merito dell’ente di gestione dell’Interporto – il Consorzio ZAI –, delle sue società controllate, ma soprattutto merito dell’attività svolta dalle oltre 140 aziende di logistica e di trasporto operanti nell’area del Quadrante Europa. L’ultimo anno è stato molto impegnativo a causa della pandemia che ha colpito il mondo intero. L’Interporto Quadrante Europa di Verona non si è mai fermato ed ha continuato a lavorare in sicurezza per garantire l’approvvigionamento delle merci alle catene logistiche. Per cui, nonostante queste difficoltà oggettive, l’Interporto Quadrante Europa di Verona ha saputo reagire con successo, con un calo del traffico ferroviario molto contenuto (-9,4%) che è stato registrato solamente a causa dei mesi di lockdown più duri, tra marzo e maggio 2020. A dimostrazione di ciò, il 2021 è iniziato nel migliore dei modi, con il mese di aprile che segna un +48% di traffico merci. Questo è un segno che c’è voglia di ripartire e di tornare ai ritmi pre-pandemia il prima possibile.
I risultati ottenuti in questi anni ci spronano comunque a lavorare sempre meglio, ad aumentare la qualità e la varietà dei servizi offerti dall’interporto di Verona e ad investire nello sviluppo di nuovi terminali per espandere sempre di più la capacità terminalistica del nostro interporto, attuare delle politiche di sviluppo green con l’obiettivo di incentivare sempre di più il trasporto su ferrovia, decongestionando la rete autostradale italiana e contribuendo ad abbassare i livelli di inquinamento”.
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