Genova, capotreno accoltellato: feritore patteggia tre anni e torna in libertà

di E.L.M

1 min, 37 sec

Dopo l’aggressione a Rosario Ventura, il ventunenne egiziano ha chiesto il patteggiamento e scritto una lettera di scuse alla vittima

Genova, capotreno accoltellato: feritore patteggia tre anni e torna in libertà

Scarcerazione imminente – Fares Kamel Salem Alshahhat, il giovane egiziano che lo scorso autunno accoltellò il capotreno Rosario Ventura dopo un controllo a bordo di un treno regionale, tornerà presto in libertà. La sua richiesta di patteggiamento, sostenuta da un’offerta di risarcimento alla parte lesa e da una lettera di scuse più dettagliata rispetto a quella inviata in precedenza, sarà esaminata martedì dal giudice per le indagini preliminari Silvia Carpanini. L’accordo con la Procura prevede una pena inferiore ai tre anni, consentendogli così di evitare il carcere.

L’aggressione – Il fatto risale a diversi mesi fa, quando il capotreno Ventura chiese ad Alshahhat e alla sua fidanzata, una minorenne di origine nordafricana, di mostrare il biglietto. I due ne erano sprovvisti e si rifiutarono di pagarlo, venendo così fatti scendere alla stazione di Rivarolo. A quel punto la situazione degenerò: il ferroviere fu aggredito con sputi, calci e pugni, prima di essere colpito più volte con un coltello al fianco e al braccio. L’aggressore e la ragazza fuggirono ma vennero rintracciati poco dopo grazie alla testimonianza dei passeggeri. Ventura, ferito gravemente, fu ricoverato d’urgenza e sottoposto a cure mediche.

Le scuse e il patteggiamento – L’avvocato Clemente Pallini, difensore di Alshahhat, ha preso il posto della precedente legale e ha presentato la richiesta di patteggiamento alla Procura, che l’ha accolta. L’imputato ha anche inviato una seconda lettera di scuse alla vittima, affermando di non sapersi spiegare il proprio comportamento violento.

Problemi con i domiciliari – Dopo l’arresto, il ventunenne era rimasto in carcere fino a poche settimane fa, quando aveva ottenuto i domiciliari grazie all’ospitalità di alcuni amici. Tuttavia, uno di loro ha successivamente revocato la disponibilità ad accoglierlo, costringendo Alshahhat a tornare in cella fino alla decisione definitiva sulla sua pena.

 

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