A Sampierdarena primo incontro sul rapporto città-porto, le Officine: "Depositi non diventino un derby con Multedo"

di R.O.

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La presidente Barroero ha spiegato che "la guerra tra quartieri non conviene a nessuno". I presenti hanno ribadito il loro no allo spostamento nel quartiere

A Sampierdarena primo incontro sul rapporto città-porto, le Officine: "Depositi non diventino un derby con Multedo"

"Lo spostamento dei depositi non deve diventare un derby con Multedo, non deve diventare uno slogan elettorale da nessuna delle due parti perché perderebbe mordente, la guerra tra quartieri non ha senso e non conviene a nessuno". Non ha dubbi la presidente delle Officine Sampierdarenesi-Gianfranco Angusti Barbara Barroero, che al termine del primo di una serie di incontri dedicati al rapporto tra porto e città al Club dei Carbonai di via Pietro Chiesa ha fatto il punto della situazione sullo spostamento dei depositi chimici da Multedo. Il Comune ha individuato comee possibile destinazione Ponte Somalia a Sampierdarena ma tutti i relatori presenti - sindacati, personalità del settore e il presidente di Municipio Michele Colnaghi - hanno ribadito il loro secco no a questa ipotesi.

Questione di convenienza - Non è solo la sicurezza a motivare i no di chi è contrario allo spostamento, c'è anche una questione di convenienza. "Parliamo di una zona dove ci sono battaglie per lo sviluppo da parte di tanti terminalisti e dove ci sono tanti nostri lavoratori, non è un terreno su cui compiere un'operazione del genere pur considerando che la chimica è un pezzo importante dell'industria - ha spiegato il console della Culmv Antonio Benvenuti -. Per esperienza garantisco che qualora arrivasse una nave per operazioni legate ai depositi, nell'area non si potrebbe muovere niente finché non è ripartita". Questo aspetto avrebbe quindi ripercussioni sulla quantità di lavoro e quindi di lavoratori, che peraltro con l'arrivo dei depositi verrebbero già messi a risschio perché si toglierebbero spazi ai terminalisti.

L'opzione zero è un autogol - L'opzione zero però non sarebbe da prendere in considerazione. A mettere in guardia da questa possibilità è il professore di Unige Gian Enzo Duci, per cui si rischierebbe di "compattare le forze economiche contro una scelta che Genova deve fare in maniera razionale e consapevole" e, soprattutto, "con un piano regolatore portuale", atteso ormai da molti anni ma ancora mancante.

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