Centrosinistra Genova, Romeo, Sanna e Terrile in stand-by: torna in gioco Pastorino
di Matteo Cantile
Il gioco dei veti incrociati continua a dilaniare il Pd, il sindaco di Bogliasco potrebbe essere l'uomo giusto

"Il problema è tutto interno al Pd": parola di Claudio Burlando, ex di molte cose - ministro, sindaco e presidente di Regione - che dalla sua chat Vasta ha rotto gli indugi e attribuito alla leadership locale del Partito Democratico la responsabilità dell'impasse che ha impedito finora di trovare un candidato sindaco da opporre a Pietro Piciocchi.
I veti sono interni - Ciò che emerge, provando a mettere a sistema le dichiarazioni di tutti gli attori di questa intricata vicenda, è che mentre la coalizione si sta mostrando particolarmente generosa nei confronti del Pd, il partito si sta lacerando in uno scontro interno che rende molto difficile fare passi avanti. In sostanza il Movimento 5 Stelle, quello che è sembrato l'alleato più minaccioso e che ha chiesto il faccia a faccia andato in scena ieri - non avrebbe posto nessun veto ai tre nomi Dem che hanno accettato l'eventuale candidatura: Romeo, Sanna e Terrile, quindi, non sarebbero un vero nodo da sciogliere e la necessità di metterli in stand by è maggiormente avvertita dal Pd che non dagli alleati.
Generosità? - Il problema, chiacchierando informalmente con chi nel Pd avrebbe la responsabilità di decidere, è che questa apertura degli alleati è più un limite che un vantaggio: lasciare ai Dem, che pure con il 30% dei voti ne avrebbero tutto il diiritto, l'ultima parola sul candidato - e poi decidere in un secondo momento se appoggiarlo o meno - è una bomba a orologeria nelle mani della leadership Pd che avrebbe forse preferito una collaborazione più fattiva. "Sarebbe meglio uscire dall'incontro con un nome condiviso e non con la frase scegliete voi e poi vi facciamo sapere se ci piace", ha confidato a Telenord una fonte qualiticata.
I veti - Il problema di fondo è che il Partito Democratico è la versione 2.0 della balena bianca, diviso in molte correnti e attraversato da diverse antipatie: una condizione che rende complicata ogni investitura. Terrile, per esempio, sarebbe un nome molto spendibile ma su di lui ci sono le resistenze di coloro che temono che il suo incarico di Amministratore delegato di Ente Bacini possa diventare un potente argomento di campagna elettorale per i suoi avversari. C'è chi, dentro al partito, aveva suggerito a Terrile di dimettersi dall'incarico per essere libero di correre: una richiesta oggettivamente irricevibile per il manager che, com'è normale che sia, con il suo lavoro si guadagna da vivere. La posizione di Romeo e Sanna, invece, è strettamente interconnessa: tra i due non corre buon sangue già dalle elezioni regionali, quando il partito decise di candidare entrambi pur essendo espressione di due territori attigui. Ma non è questo il problema principale: Romeo è parte della minoranza del partito ed è considerato burlandiano - un'etichetta che inizia forse a stargli stretta - se fosse un fuoriclasse comprovato questi potrebbero anche essere dettagli, ma siccome è giovane (non ha ancora 33 anni) e alle prime sfide di alto profilo, nessuno ha trovato il coraggio di metterlo un passo avanti. Sanna, invece, avrebbe due ottime frecce al suo arco: è nella maggioranza del Pd (ha fatto parte della mozione Schlein) ed è un campione di consensi, alle regionali ha sfondato quota 10mila preferenze. Però non convince i leader e i saggi: un po' perché è in maggioranza ma non troppo e un po' perché essendo molto consapevole dei suoi mezzi gioca più in solitario che di squadra. Anche su di lui il partito non si è compattato.
La soluzione - In questo quadro da trattative di calciomercato, la stampa non può fare altro che seguire tutte le piste e aggiornare il borsino dei papabili: se i tre Dem vanno ufficialmente considerati in standby - così come Tiziana Beghin proposta dai 5 Stelle, per le stesse ragioni - torna d'attualità la candidatura di Luca Pastorino, parlamentare e sindaco di Bogliasco: era stato tra i primi a uscire allo scoperto e anche tra primi a sfilarsi, per non diventare un bersaglio dei falsi amici. Ora voci insistenti rimettono Pastorino in cima alla lista: nel caso la coalizione perderebbe Italia Viva (i rapporti con Lella Paita sono disastrosi ormai da anni) ma potrebbe probabilmente compattare tutto il resto. Da non escludere anche un ritorno di fiamma per due esponenti civiche ma con esperienza amministrativa: Francesca Balzani - già vicesindaca di Milano - e Carla Sibilla, ex assessora a turismo e cultura della Giunta Doria. Sullo sfondo le ipotesi che taglierebbero la testa al toro: il segretario D'Angelo o il federatore Orlando, difficili entrambe per diverse ragioni. E poi, perché abyssus abyssum invocat, ci sarebbero pure le primarie: fatte ora, dopo settimane di lavoro e con le elezioni che si avvicinano, sarebbero una sconfitta clamorosa e, di ritorno, potrebbero esprimere un candidato perdente. Molto meglio evitarle.
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