Covid Genova, Gratarola: "La paura è importante ma il panico è pericoloso"
di Redazione
"Equidistanti dai negazionisti, che diventano fonte di contagio e dai catastrofisti, perché non è vero che ci estingueremo domani"
"I nostri assi nella manica oggi sono due: conosciamo il nemico e soprattutto sappiamo come si comporta. Quindi nervi saldi: la paura è importante ma il panico è pericoloso". Lo ha detto Angelo Gratarola, direttore del Dipartimento Emergenza e direttore di Anestesia e Rianimazione dell'ospedale Policlinico San Martino di Genova, membro della task force regionale.
"E' necessario leggere i dati" dice Gratarola. E i dati del Policlinico parlano chiaro: a oggi in terapia intensiva - dove sono i malati di Covid più gravi - sono 12 a fronte della disponibilità, in fase 3, di 70 letti. Grazie alla politica della Direzione amministrativa del san Martino, la fornitura e le scorte di Dpi sono costanti. E in più "attualmente - ha detto Gratarola - l'onda del contagio è molto più lenta della precedente e manifesta una gravità più bassa. Quindi non solo la vediamo arrivare ma sappiamo come intercettarla".
E' necessario "restare equidistanti" dalle posizioni estreme più gettonate al momento: "Equidistanti dai negazionisti, che diventano fonte di contagio e dai catastrofisti, perché non è vero che ci estingueremo domani. Ognuno deve fare la propria parte, in questa fase: Noi facciamo la nostra, i cittadini devono fare la loro con l'educazione e il rispetto delle regole, il territorio deve fare la sua: quando qualcuno ha sintomi specifici deve stare a casa, non se ne deve andare in giro a fare l'untore". E infine "non parliamo di lockdown generalizzato, perché applicarlo sarebbe uccidere il Paese. Applichiamo la regola delle tre T: testare, tracciare e trattare e mini lockdown per isolare i cluster"
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