Delitto del trapano, nessun dubbio: il Dna di Verduci è compatibile con quello trovato sulla scena del crimine

di Emilie Lara Mougenot

1 min, 58 sec

Le analisi genetiche confermano la compatibilità tra il DNA di Fortunato Verduci e le tracce rinvenute sulla scena del crimine di Luigia Borrelli, uccisa nel 1995

Delitto del trapano, nessun dubbio: il Dna di Verduci è compatibile con quello trovato sulla scena del crimine

Il profilo genetico di Fortunato Verduci, carrozziere genovese di 65 anni, è risultato compatibile con il DNA trovato sulla scena dell’omicidio di Luigia Borrelli, avvenuto nel 1995. L’analisi scientifica è stata confermata dalla genetista forense Marina Baldi: “Quel DNA corrisponde in maniera esaustiva a quello del signor Verduci e la probabilità di attribuzione è superiore a 100 miliardi di volte la popolazione mondiale. Credo che non ci siano dubbi”.

Perizia – La consulente Selene Cisana, nominata dal giudice Alberto Lippini, ha depositato nei giorni scorsi la perizia sul DNA. Il documento è stato discusso in aula alla presenza della difesa di Verduci, rappresentata dagli avvocati Andrea Volpe ed Emanuele Canepa. Gli elementi raccolti dalla procura, pur considerati solidi, non sono stati ritenuti sufficienti a giustificare la detenzione cautelare.

Codice genetico – Verduci è stato individuato attraverso una complessa indagine genetica. Il DNA maschile trovato nel basso dove venne uccisa Luigia Borrelli non aveva corrispondenze dirette, ma una svolta è arrivata grazie alla banca dati del ministero della Giustizia: un profilo simile è stato rintracciato in un detenuto del carcere di Brescia, lontano parente di Verduci. Da lì gli inquirenti hanno ricostruito il codice genetico dell’indagato, ritenuto dall’accusa il responsabile del delitto.

Sigarette e intercettazioni – Tra gli elementi a carico dell’uomo ci sarebbero anche le Diana Blu trovate sulla scena del crimine, le stesse che Verduci fuma ancora oggi. Inoltre, in un’intercettazione telefonica, il carrozziere si sarebbe tradito attribuendosi un altro delitto, anche se l’elemento non è stato ritenuto decisivo per l’arresto.

Ipotesi della procura – Secondo la pm Petruzziello, Verduci, affetto da ludopatia e sommerso dai debiti, avrebbe ucciso Luigia Borrelli per rapinarla dopo averla brutalmente picchiata. Ora gli inquirenti stanno valutando un possibile collegamento con un altro caso irrisolto: l’omicidio della merciaia Anna Rossi Lamberti, avvenuto a Genova nel 1998. Il DNA dell’indagato verrà comparato con le tracce biologiche trovate su quella scena del crimine.

Libertà fino alla sentenza definitiva – Nonostante il quadro probatorio, il gip e il Riesame hanno ritenuto che le esigenze cautelari nei confronti di Verduci siano venute meno con il passare degli anni. Per questo, anche in caso di condanna in primo grado, l’uomo non finirà in carcere fino alla sentenza definitiva. 

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