Delitto Nada Cella, slitta a metà luglio il responso sugli esami del Dna
di Matteo Angeli
Il genetista Giardina si è preso ancora due settimane. Negli ultimi giorni alcuni suoi collaboratori, oltre a lui stesso, sono stati o sono alle prese con il covid

Slitta ancora la consegna l'esito dell'indagine sul Dna sui reperti relativi al delitto di Nada Cella. Il genetista Emiliano Giardina infatti si è preso ancora due settimane di tempo per verificare con attenzione anche gli ultimi oggetti che la mamma della ragazza ha trovato il 6 maggio nella casa di campagna. Oltrettutto negli ultimi giorni alcuni suoi collaboratori, oltre a lui stesso, sono stati o sono alle prese con il covid.
La signora Silvana, come tutti anni il giorno del triste anniversario, si era recata nel cimitero di Alpepiana dove riposa la figlia per portare i fiori e fare una preghiera. Prima di tornare a Chiavari ha avuto l'idea di entrare in casa e andare in soffitta. Con una grossa pila e buona volontà si è messa a cercare in un locale pieno di cose ormai abbandonate da anni. Oltre la borsa è spuntata anche la carta d'identità di Nada, oltre gli occhiali e il libretto del lavoro (nella foto).
La donna ha subito avvertito gli uomini della questura di Genova che hanno preso possesso dei reperti per poi consegnarli al genetista Giardina. A metà luglio l'esito dei risultati attesi ovviamente con grande ansia da Anna Lucia Cecere, ad oggi l'unica indagata per omicidio.
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