Elena Putti spiega: "Ecco perché ho lasciato il Pd". E sono in arrivo altre dimissioni eccellenti
di M.C.
L'ex responsabile della segreteria provinciale spiega le ragioni del suo addio, evidenziando problemi interni e mancanza di valorizzazione

Elena Putti, fino a poco tempo fa responsabile della segreteria provinciale del Partito Democratico, ha voluto spiegare, con un messaggio inviato sulla chat Vasta, la community fondata e organizzata da Claudio Burlando, le ragioni che l'hanno portata alle dimssioni dal partito. "Non condivido affatto la gestione locale del partito, ormai lontana dal mio intendere l’impegno politico", scrive Putti, sottolineando come la direzione intrapresa si distacchi dai principi che l’avevano spinta a entrare nel partito.
Critiche alla gestione - Putti lamenta un clima politico che, a suo dire, marginalizza le voci critiche. "In qualità di responsabile della segreteria provinciale mi sentivo troppo legata nell’esprimere le mie opinioni apertamente", dichiara, evidenziando come il confronto interno venga spesso percepito come dissidenza. La sua insoddisfazione riguarda anche l’approccio "settario" e "purista" che attribuisce al partito, una strategia che, secondo lei, mina le possibilità di vittoria elettorale.
Questione di genere - Un punto centrale delle critiche di Putti è l’ipocrisia percepita nella gestione della parità di genere. "Il PD predica la parità di genere a suon di asterischi, ma nella sostanza i ruoli chiave sono affidati esclusivamente a uomini", osserva. Segretari, presidenti provinciali e regionali, capigruppo: tutti uomini, un dato che Putti non esita a definire emblematico.
Fuga dal Pd - La decisione di Elena Putti non resterà isolata: oggi, infatti, sarà annunciato anche un secondo addio di un esponente di lungo corso del Partito Democratico.
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