Genova, sicurezza, Traverso (Siap): "Ordinanza anti-kebab, operazione di facciata inutile per i cittadini"

di Redazione

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"Non basta vietare alcune attività per rendere Genova una città sicura, serve una politica integrata"

Genova, sicurezza, Traverso (Siap): "Ordinanza anti-kebab, operazione di facciata inutile per i cittadini"

"L'Amministrazione comunale di Genova ha annunciato l'estensione di un'intesa per l'insediamento di attività commerciali di pregio, presentandola come una misura per migliorare la sicurezza urbana e contrastare il degrado sociale. Tuttavia, analizzando i documenti ufficiali, si scopre che si tratta di una misura superficiale che scarica sulle forze dell'ordine la responsabilità di una scelta politica priva di una visione concreta e di investimenti.  Come sindacalista del SIAP e cittadino genovese, ribadisco il mio disaccordo con una misura che non affronta le cause del problema, ma lo sposta, aggravando la già grave carenza di risorse per il controllo del territorio e distogliendo le forze dell'ordine dalle attività di prevenzione contro la criminalità organizzata".  Così in una nota Roberto Traverso, sindacalista del Siap.

"Questa intesa - prosegue Traverso - è stata siglata senza coordinamento con Prefettura, Questura, Municipi e forze di polizia, ossia con chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini. Inoltre, si sta cambiando il volto della città senza ascoltare le comunità locali e senza una regia che coordini tutte le risorse disponibili. Le domande a cui non si dà risposta riguardano chi controllerà il rispetto delle nuove regole commerciali e chi garantirà che il degrado non si sposti in altre zone della città.  L'intesa è stata applicata per la prima volta nel 2018 al Centro Storico di Genova, ed è stata successivamente estesa ad altre zone. Ora, nel 2025, è stata ampliata a 21 zone della città metropolitana, ma senza un piano di investimenti sociali. Le restrizioni sulle aperture di alcune attività commerciali, come i money transfer e le sale scommesse, senza misure di compensazione sociale, rischiano di alimentare la marginalità e lasciare vuoti che la criminalità organizzata può sfruttare".

"Per migliorare la sicurezza urbana, è necessario coordinare le risorse tra le forze di polizia statali e locali, creando una regia unica che possa rispondere alle esigenze di sicurezza dei cittadini. Propongo l'istituzione di un Osservatorio Permanente sulla Sicurezza Urbana, coinvolgendo vari soggetti istituzionali e sociali, per costruire una sicurezza integrata e partecipata.  In conclusione, l'estensione dell'intesa per l'insediamento di attività commerciali di pregio è solo un'operazione di facciata che non affronta i veri problemi. Non basta vietare alcune attività - conclude - per rendere Genova una città sicura; serve una politica integrata che unisca coesione sociale, rigenerazione urbana e presenza dello Stato sul territorio".

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