Pieve di Teco, appiccò il fuoco alla sua baracca: "Volevo suicidarmi, non volevo uccidere nessun altro"
di Marco Innocenti
Il 73enne era stato arrestato dai Carabinieri. Il gip ha trasformato l'iniziale imputazione di strage in quella di incendio doloso

"Ho appiccato il fuoco perché volevo suicidarmi, non volevo uccidere nessuno". Così il settantatreenne di Pieve di Teco arrestato sabato scorso dai carabinieri con l'accusa di strage per aver appiccato il fuoco a una baracca di sua proprietà, situato in frazione Calderara. L'uomo ha risposto stamani al gip di Imperia Anna Bonsignorio durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto.
All'interno del fabbricato dato alle fiamme, in effetti, non c'era nessuno ma l'ipotesi iniziale di strage derivava dal sospetto che l'uomo possa aver incendiato il casolare per fare esplodere alcune bombole di gas presenti al suo interno, in modo da compromettere l'incolumità dei vicini con i quali pare ci fossero stati dei contrasti.
Sul fatto che l'uomo sia stato trovato a circa cinquecento metri dal casolare, l'anziano si è giustificato dicendo di averci ripensato e di essere uscito per istinto di conservazione. Il giudice ha convalidato l'arresto ma ha anche accolto la richiesta dell'avvocato difensore concedendo gli arresti domiciliari. Il gip ha infatti riqualificato in incendio doloso l'iniziale imputazione di strage.
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