Rifiuti, Piciocchi: “Chi è contro gli impianti, dica come intende ridurre la TARI”
di m.m.
Il candidato sindaco del centro destra: "Basta slogan, i genovesi meritano risposte serie"

Pietro Piciocchi, candidato a sindaco di Genova per il centrodestra, ha diffuso il seguente comunicato:
Nei giorni scorsi la Giunta comunale di Genova ha dato mandato ad AMIU di partecipare alla manifestazione di interesse indetta da Regione Liguria per la realizzazione di un impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti. Una decisione che ha immediatamente scatenato le reazioni di parte delle opposizioni, contrarie a qualunque ipotesi di impianto di incenerimento e di trasformazione dei rifiuti in energia. Eppure, proprio questi impianti – come è noto – sono presenti e operativi nei Paesi più avanzati al mondo in tema di tutela ambientale. Strutture moderne che, grazie alla produzione e vendita di energia, consentono un notevole abbattimento dei costi e, di conseguenza, una significativa riduzione della TARI per cittadini e imprese. A Roma, ad esempio, il Sindaco Gualtieri – espressione del Partito Democratico – è oggi tra i più convinti sostenitori della realizzazione del grande termovalorizzatore della Capitale, arrivando a dichiarare pubblicamente che, grazie alle moderne tecnologie, “produrrà meno inquinamento di una strada trafficata. Un duemillesimo di un cucchiaio di farina, questa è la quantità di polveri”, parole dello stesso Sindaco di Roma. Proprio nei giorni scorsi, da Genova, la candidata della sinistra ha parlato di TARI e del suo impegno a ridurla. Un annuncio che lascia spazio a più di una domanda. Intanto, le sarebbe utile far chiarezza con il suo stesso schieramento politico, dal momento che la bolletta che oggi pagano i genovesi è gravata ancora dal buco da 180 milioni di euro lasciato in eredità dalla Giunta Doria. Poi, nel merito: pensa anche lei, come Gualtieri, che il termovalorizzatore sia l’unica soluzione seria per ridurre davvero la TARI? È d’accordo che AMIU partecipi alla gara regionale per la realizzazione dell’impianto? E cosa risponde ai partiti della sinistra che fanno parte della sua coalizione e che da sempre si oppongono ad ogni progetto di questo tipo? Domande concrete, perché la realtà impone pragmatismo e soluzioni chiare. Anche con l’aumento della raccolta di?erenziata – che resta un obiettivo fondamentale, pur con le evidenti complessità di una città come Genova – ci sarà sempre una quota di materiale non recuperabile. Come intende trattarla? Qual è la sua proposta sul piano impiantistico per chiudere davvero il ciclo dei rifiuti? E soprattutto: come pensa di ridurre il costo della TARI per i genovesi? Perché è venuto il tempo di abbandonare gli slogan, di smettere di lanciare sassi e fare promesse senza prospettiva. È il momento delle risposte chiare, delle proposte serie, del rispetto per gli elettori che, fra pochi mesi, saranno chiamati a scegliere chi dovrà guidare Genova. Perché Genova non può permettersi di tornare indietro e di assistere agli interminabili psicodrammi, tipici di questa sinistra, sulle grandi scelte di cui necessita la Città.
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