Silvia Salis, visita in Regione per incontrare i consiglieri di centrosinistra: candidatura più vicina
di Matteo Cantile
L'attuale vicaria del Coni entra in corsa per Palazzo Tursi, scatenando sorpresa tra alleati e avversari in vista delle elezioni di maggio

Per chi ha poco tempo
1️⃣ Silvia Salis candidata in pectore del centrosinistra, sorpresa generale
2️⃣ Prima visita in Regione per incontrare i consiglieri
3️⃣ Movimento 5 Stelle in attesa di valutare la candidatura
La notizia nel dettaglio
Silvia Salis è la candidata in pectore del centrosinistra per le elezioni amministrative di Genova 2025. La sua candidatura, dopo l'iniziale sorpresa, sta prendendo corpo: ieri la dirigente sportiva è stata vista nel palazzo della Regione Liguria per incontrare alcuni consiglieri e preparare gli alleati all'ufficiale discesa in campo.
Incontro in Regione - Una visita informale, buona per prendere contatto con i vari esponenti progressisti e scambiare le prime idee. Tra i diversi esponenti che si sono intrattenuti con lei non ci sarebbe stato Andrea Orlando, che pure era segnalato nello stesso edificio: l'assenza dell'ex ministro ha generato qualche speculazione ma è oggettivamente difficile pensare a tensioni, visto che l'ipotesi Salis è davvero troppo fresca per essere già motivo di scontro.
Prime reazioni - L'annuncio della candidatura di Salis ha scatenato reazioni inaspettate, "First reaction shock" avrebbe detto Mateo Renzi. Nessuno, nemmeno nel centrosinistra, sembra avere certezze sulle sue credenziali o sulle sue reali possibilità di vittoria. Nella coalizione progressista ci sono esponenti che plaudono al coraggio di provare a scardinare le vecchie regole della poltica (l'idea di candidare un funzionario di partito, giudicato oscuro, non piace a un parte dei militanti), altri lamentano al contrario uno scarso coraggio: perché non puntare su uno dei nostri politici che così bene hanno dimostrato di saper fare, è il pensiero di un'altra parte del Pd.
Resistenze? - Anche nella giornata di ieri c'è chi ha segnalato diverse resistenze, soprattutto della minoranza riformista che vorrebbe candidare Romeo. Si tratta di voci impossibili da controllare mentre il gruppo che sostiene Romeo, di cui fa parte Claudio Burlando contattato ieri da Telenord, ha seccamente smentito di voler ordire trame per favorire il presidente del Municipio Valpolcevera a scapito della Salis. Per quanto ci consta, dunque, stiamo solo assistendo alle tipiche schermaglie politiche che in casi analoghi non mancano mai.
Profilo politico - La vicaria del Coni, in ogni caso, non è un nome completamente estraneo alla politica: il padre Eugenio era un militante del Partito Comunista e negli anni Silvia Salis ha mostrato vicinanza a diverse battaglie culturali e sociali di sinistra. Allo stesso tempo, la sua presenza in ambienti regionali negli anni del Governatore Toti (il marito Fausto Brizzi aveva lavorato ad alcune campagne promozionali) ha alimentato dubbi sulla sua reale collocazione politica, tanto da spingere il presidente di Regione Marco Bucci a ironizzare sulla quantità di foto scattate a lui assieme alla Salis (LEGGI QUI)
Esperienza e interrogativi - La principale incognita riguarda la sua esperienza amministrativa. A differenza di politici più navigati come Terrile, Romeo, Sanna, Pandolfo o Pastorino, la Salis non ha un background amministrativo solido. La sua figura, però, trasmette carisma e determinazione, elementi che potrebbero compensare il gap di esperienza: tutti la descrivono come una donna tosta, determinata che certo non si lascerà spaventare dalla discesa nell'agone politico.
Il ruolo di Roma - La candidatura di Salis sarebbe il frutto di una intuizione locale, poi suggellata in ambienti romani: da tempo si parlava di un possibile nome civico top secret e pare che proprio uno dei civici sondati nelle scorse settimane abbia proposto il nome della Salis, poi approfondito e studiato, fino all'annuncio dell'altro ieri sera.
Posizione del M5S - Il Movimento 5 Stelle non si è ancora espresso sulla candidatura della Salis e, al momento, appare come l'unico vero ostacolo alla definizione del perimetro più ampio possibile della coalzione che la sosterrà. Stefano Giordano, capogruppo in Regione e membro della delegazione pentastellata che partecipa al tavolo della coalizione (assieme a Ceraudo e Colnaghi), nelle ore immediatamente successive all'emersione dell'ipotesi Salis aveva dichiarato a Telenord: "Dovremo parlarne perché non la conosciamo". I colloqui all'interno della coalizione sono quindi fittissimi ma un passo indietro su altri nomi appare ormai improbabile.
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